“Donald Trump – ha detto, parlando a un evento per la raccolta fondi per la sua campagna elettorale in California – pone molte minacce a questo Paese. Dal diritto di scegliere ai diritti civili, al diritto di voto e al ruolo dell’America nel mondo”.
“Lo ricorderete il 6 gennaio, seduto nella sala da pranzo fuori dallo Studio Ovale, per ore, mentre guardava alla tv tutto quello che stava accadendo. La folla che attacca la polizia di Capitol Hill, uccide e profana il Campidoglio”, ha continuato.
“Trump – ha aggiunto – divenne il primo candidato sconfitto nella storia a rifiutare di accettare la volontà del popolo”. Adesso “sta minacciando di usare l’esercito e di metterlo nelle strade per perseguire i suoi avversari”.
Biden ha poi dichiarato che gli Stati Uniti non possono correre il rischio di avere Trump alla Casa Bianca per il 250mo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, che cadrà nel 2026. “Tutto ciò che dobbiamo fare – ha concluso – è opporci, opporci di nuovo e fare in modo che la nostra voce venga sentita”.
Infine ha ricordato la promessa del suo predecessore di voler essere un dittatore ma “solo nel primo giorno”. “Bene, grazie a Dio, solo per un giorno”, ha ironizzato, facendosi il segno della croce durante un evento a casa di Michael Smith, un famoso designer d’interni, e del suo partner, James Costos, un ex dirigente della Hbo che era ambasciatore del presidente Barack Obama in Spagna.
“Trump parla e basta. Noi passiamo ai fatti”, aveva detto poco prima a un gruppo di falegnami sindacalizzati. “Gli piace dire che l’America è una nazione in fallimento. Francamente, non sa di cosa diavolo sta parlando. Vedo pale nella terra, gru nel cielo. Persone che lavorano duramente per ricostruire l’America insieme”.