Almeno 7.000 uomini, tra
guardie presidenziali, agenti e membri delle forze speciali,
verranno schierati per garantire la sicurezza del presidente
eletto dell’Argentina, Javier Milei, e delle delegazioni
internazionali arrivate a Buenos Aires per la cerimonia di
insediamento.
Le misure di prevenzione sono state ulteriormente rafforzate
nelle ultime ore con la conferma dell’arrivo del presidente
ucraino Volodymyr Zelensky, atteso già nelle prime ore del
mattino di oggi.
La Avenida de Mayo, il corso di circa 1,5 chilometri che
collega il Palazzo del Congresso, dove Milei presterà
giuramento, e il Palazzo di Governo (Casa Rosada), dove terrà il
saluto alle delegazioni straniere, è stata interamente
transennata e chiusa al traffico.
Lungo il percorso saranno appostati i 7.000 agenti, con
francotiratori, droni ed elicotteri in costante sorveglianza.
Verranno tenuti in allerta e pronti al decollo anche i caccia
Lockheed Martin A-4AR Fightinghawk e gli addestratori con
capacità di combattimento IA-63 Pampa in dotazione
all’aeronautica militare argentina.
Per l’Europa, gli unici capi di Stato e di governo presenti
oltre a Zelensky, saranno il re Felipe VI di Spagna e il premier
ungherese Viktor Orban. L’Italia sarà presente con il ministro
dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, mentre la
Francia ha inviato il ministro della Trasformazione, Stanislas
Guerini, e il Regno Unito il ministro per le Americhe ed i
Territori d’Oltremare, David Rutley.
Il 53enne ultraliberista Javier Milei sarà il 10mo presidente
dell’Argentina dal ritorno della democrazia nel 1983.
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