(di Mauretta Capuano)
A Più Libri più Liberi con
‘Enciclopedia Calcarea’, Zerocalcare, che con i suoi famosi
firmacopie da anni registra le file più lunghe alla fiera della
piccola e media editoria, ha visto un pubblico boom
all’Auditorium della fiera alla Nuvola dell’Eur a Roma dove il 9
dicembre con Serena Dandini ha parlato della sua ultima opera,
pubblicata come sempre da Bao Publishing.
Un’Enciclopedia in cui vengono raccontati i retroscena che
hanno portato alla creazione e alla definizione dei caratteri di
quasi tutti i protagonisti dei suoi fumetti. E tra pochi giorni,
il 12 dicembre , Zerocalcare festeggerà anche i suoi 40 anni.
Quarant’ anni. È la famosa età in cui si fa il punto della
situazione, i bilanci? chiede Dandini. “Se lo sapevo non venivo”
risponde Zerocalcare. “Adesso mi sento ingeneroso verso le
persone che mi stanno vicino. Sono mediamente risolto dal punto
di vista del lavoro, non è più immaginabile che finisca la vita
sotto i ponti. Il problema è che tutto il resto è un macello.
Uno si butta nel lavoro, così non ci pensa e invece peggiora
tutto. Tutti hanno figliato, anche Secco”.
E la calcarea, un’Enciclopedia dove c’è tutto il mondo di
Zerocalcare, a chi è rivolta? Speri che nessuno ti chieda più
‘ma il Secco esiste’? “È rivolta a tutti quelli che rosicavano.
È la raccolta ragionata di quei fascicoli usciti in edicola con
i pupazzi. Per non fare ricomprare il pupazzo per forza c’è
questa cosa. È rivolta a chi la vuole” dice il fumettista tra
risate e applausi.
E quando Dandini riprende la domanda che gli fanno tutti:
‘qual è il personaggio in cui ti riconosci’, Zero la rigira a
lei che risponde: naturalmente Lady Cocca, personaggio
strepitoso che però ha una educazione rigida, tosta, poi è
diventata un’asociale. “Già che non sono diventato nazista è una
vittoria, perché poi i figli dei compagni diventano nazisti.
Sono cresciuto con un miliardo di contraddizioni e complessi. È
super complicato” spiega Zerocalcare.
Ti senti ancora in colpa perché hai successo? “Sì, non è che
mi sento in colpa, perché non ho fatto niente a nessuno, però è
ovvio che se ci stanno amici miei che sono centomila volte più
generosi di me, più fighi di me, più colti di me e che stanno a
fare l’inventario al supermercato, mi fa sentire parte di un
meccanismo un po’ di ingiustizia” dice.
Per questo fai ore di firmacopie, il record è di 13 ore di
fila”, lo incalza Dandini tra una battuta e l’altra. E poi
guarda il tatuaggio ‘Tutto passa’. “Non è che tutto passa vale
solo per le cose brutte. Salomone diceva tutto questo passerà,
ma vale anche per le cose belle e quindi non gioire perché pure
quelle finiscono a breve” risponde Zerocalcare.
Gli insulti più gettonati? “Tutti”. E tu hai detto che tieni
“molto più conto del giudizio del commesso del supermercato che
del critico del giornale”. “Quando esce un’intervista brutta che
mi sembra oltre o che è stata interpretata male io per tre mesi
vado a fare la spesa in un altro quartiere. Non ho il coraggio
di affrontare lo sguardo” risponde Zerocalcare.
“Non si può non parlare di Roma, tua grande ispiratrice”,
sottolinea ancora Dandini. “Il fatto è che a Roma non ti puoi
mai prendere troppo sul serio, perché intorno hai un mondo
pronto a darti dell’idiota e questo ti porta a fare ironia su te
stesso. È come un modo di mettere le mani avanti per evitare che
siano gli altri prenderti per il culo”.
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