(di Marzia Apice)
Il Modernismo francese e
Dadamaino, fino ad Antonio Ligabue e Giuseppe Pende: sono alcune
delle mostre di questa settimana.
VENEZIA – È una Venezia onirica, surreale e fuori dall’ordinario
quella proposta da Davide Battistin nella mostra “Genesis”, dal
15 dicembre al 18 febbraio a Palazzo Loredan – Istituto Veneto
di Scienze Lettere ed Arti. Esposta una nuova serie di dipinti
che mostrano la città lagunare in una veste metafisica, in
paesaggi deserti da cui è esclusa la presenza dell’uomo, quello
stesso uomo che con le sue attività ha reso Venezia paradigma
della fragilità del nostro mondo.
PADOVA – Dal 16 dicembre al 12 maggio in programma a Palazzo
Zabarella “Da Monet a Matisse. French Moderns, 1850-1950”,
articolata in 4 sezioni e composta da 59 opere provenienti dalla
straordinaria collezione europea del Brooklyn Museum. Esposti
dipinti, disegni e sculture – differenti per soggetto,
dimensioni e stile – realizzati dai principali artisti
dell’epoca, sia quelli di origine francese, sia quelli che si
sono formati e hanno esposto in Francia (da Bonnard a
Caillebotte, da Cézanne a Chagall, e poi Corot, Courbet, Degas,
Léger , Matisse, Monet, Morisot, Renoir, Rodin e molti altri,
per un totale di 45 maestri) per raccontare al pubblico la
stagione irripetibile del Modernismo francese.
ROMA – Alla Fondazione Memmo “La Biblioteca del Mondo.
Conversation Piece Part IX”, a cura di Marcello Smarrelli:
l’esposizione si propone di restituire un’immagine di
“biblioteca” come deposito dell’immaginario collettivo e della
cultura universale, attraverso 9 artisti (Yael Bartana, Nicolò
Degiorgis, Bruna Esposito, Claire Fontaine, Paolo Icaro, Kapwani
Kiwanga, Marcello Maloberti, Francis Offman, Ekaterina
Panikanova) che partono dall’uso del libro come “materiale da
costruzione” dell’opera d’arte. Per la prima volta in mostra a
Roma, dal 12 dicembre al 20 gennaio, “Appassionata”, un
capolavoro di Carol Rama del 1980, a Palazzo Rhinoceros a Roma,
l’hub culturale della Fondazione Fendi. In contemporanea anche
l’installazione Selvages di Raffaele Curi, dedicata a Jasper
Johns e alla storia della bandiera americana, che inaugura la
nuova serie dei “Pianerottoli in chiacchiera” e al piano terra
negli spazi di Rhinoceros gallery fino al 10 febbraio la mostra
“Drawn-Out”, organizzata in collaborazione con François Ghebaly,
che presenta opere su carta di 11 artisti internazionali
operanti a Los Angeles.
GALLARATE – Dal 17 dicembre al 4 aprile al MA*GA di Gallarate la
grande retrospettiva dedicata a Dadamaino, a cura di Flaminio
Gualdoni. Il percorso riunisce 80 opere per ricostruire e
documentare le tappe principali della carriera di una delle
protagoniste dell’avanguardia del secondo Novecento, dal 1959
alla morte.
NAPOLI – Dal 14 dicembre al 20 gennaio la mostra fotografica
“Sine Fine” di Charlotte Lartilleux è in programma a CASA,
Centro delle Arti della Scena e dell’Audiovisivo a Palazzo
Degas, a cura di Enrico Bossan. Nell’esposizione l’occhio della
fotografa si concentra sulla violenza sulle donne, attraverso
suggestioni e metafore visive che rappresentano un sistema
relazionale fondato sul sopruso e sulla sopraffazione.
LINGUAGLOSSA (CT) – “Piero Guccione. Dolore e meraviglia” è la
mostra in programma dal 10 dicembre al 31 marzo al Museo
Regionale Francesco Messina – Salvatore Incorpora. A cura di
Giuseppe Lo Magno Artecontemporanea, il percorso presenta 26
opere del maestro di Scicli (11 oli e tecniche miste e 15
pastelli) realizzate dal 1975 al 2008 e provenienti da
collezioni private.
FERMO – Due le mostre ospitate fino al 5 maggio a Palazzo dei
Priori per svelare le genialità di Antonio Ligabue e di Giuseppe
Pende. “Spiriti selvaggi. Antonio Ligabue e l’eterna caccia”, a
cura di Vittorio Sgarbi e Marzio Dall’Acqua, propone oltre 40
opere, di cui due inedite e il quadro immagine della mostra che
non è esposto dal 2015. Altrettante opere compongono “Giuseppe
Pende. Realtà, sogno e visione”, a cura di Vittorio Sgarbi, per
presentare l’arte di un pittore originale, pittore sospeso tra
innovazione e tradizione, spesso in fuga verso l’immaginario.
MILANO – Al Museo della Permanente fino al 7 gennaio la mostra
“Marco Crippa. 50 anni di pittura di strada”: a cura di Mimmo Di
Marzio, l’esposizione comprende una sessantina di opere,
appartenenti a quasi sei decenni di attività dell’artista,
considerato l’ultimo pittore “en plein air” di Milano (ancora in
vita).
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