“Abbiamo liberato risorse sul diritto allo studio, sull’Emilia Romagna, abbiamo dato ancora più finanziamenti sulla sanità. Con un piccolo escamotage tecnico arriva il fondo sanitario al massimo di risorse mai avute nel fondo” ha poi detto la premier.
Poi sul Patto di stabilità: veto? “Non escludo nessuna scelta”, dice la premier.
“Quello che dicevo ieri sulla foto, è lungi da essere un attacco a Mario Draghi, tutti sanno quel che penso della fermezza di Draghi sull’Ucraina, di quella maggioranza che tutti ricordano”, ha spiegato la la premier. “Quello che cercavo di spiegare – ha aggiunto – è che, proprio perché ho rispetto di quella fermezza, non si risolve il suo lavoro fatto nella foto sul treno con Francia e Germania”.
“Io farò sempre la mia parte per ricordare le politiche disastrose” di governi “precendenti che noi siamo chiamati a riparare. L’austerità? Non so cosa intenda, noi abbiamo smesso di buttare i soldi degli italiani dalla finestra” con spese come quelle per “superbonus” e “banchi a rotelle. Non è austerità ma serietà” ed è il motivo “per cui gli italiani hanno chiesto a noi di governare e a voi di fare un passo indietro”. Così la premier rivolta alle opposizioni.
“Il governo Conte alla chetichella ha dato l’assenso al Mes”. Lo ha detto Meloni mostrando alle opposizioni il fax inviato all’allora rappresentante Massari da Luigi Di Maio in cui lo autorizzava a siglare il Mes. E questo, ha aggiunto, è successo “il giorno dopo le dimissioni del governo Conte, quando era in carica solo per gli affari correnti. Capisco la vostra difficoltà e il vostro imbarazzo, ma dalla storia non si esce.
Questo foglio dimostra la scarsa serietà di un governo che prima di fare gli scatoloni lasciava questo pacco al governo successivo”.
“Noi non stiamo trasferendo armi a Israele. Oppure vi riferite alle armi che il Governo Conte ha venduto ad Israele, visto che il governo Conte è stato quello che ha venduto più armi di tutti a Israele”, ha poi detto Giorgia Meloni intervenendo in sede di replica in Senato.
Meloni aveva consegnato il testo delle comunicazioni dopo averle pronunciate a Montecitorio ieri pomeriggio. Dopo il dibattito ci saranno le dichiarazioni di voto e la votazione sulle risoluzioni. Oltre a Meloni, ai banchi del governo siedono diversi ministri.
Ieri è stato dato il via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue del 14 e 15 dicembre. I voti a favore sono stati 181, 100 i contrari e 13 gli astenuti (i deputati di Iv e Azione).
La premier ha toccato le principali questioni che saranno discusse a Bruxelles: revisione del bilancio pluriennale europeo, guerra in Ucraina, crisi in Medio Oriente, allargamento dell’Ue, migranti. Ma a tenere banco in Aula sono state la riforma del Patto di stabilità e crescita, il Mes, il superbonus, e la postura dell’Italia al tavolo con l’Europa.
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