La donna triestina era affetta da sclerosi multipla secondariamente progressiva: una diagnosi ricevuta nel 2010.
Come evidenziavano i referti medici – e ricostruisce l’associazione Coscioni che ha seguito il caso – Anna si esprimeva con voce flebile e ipofonica, ma era vigile e lucida.
Era completamente dipendente dall’assistenza. Il 4 novembre 2022 aveva inviato all’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina la richiesta di verifica delle sue condizioni per accedere alla morte assistita. Dopo mesi di attesa senza risposte, aveva depositato ai carabinieri una denuncia per rifiuto/omissione d’atti d’ufficio nei confronti dell’Azienda sanitaria e presentato un ricorso d’urgenza dinanzi al giudice civile. Il Tribunale di Trieste aveva quindi chiesto che l’Azienda disponesse verifiche e accertamenti sul caso. A settembre era quindi arrivato il via libera dalla Commissione medica multidisciplinare per accedere al suicidio assistito.
Ad Anna “il farmaco letale e la strumentazione – spiega l’associazione – sono stati forniti dal Ssn e un medico individuato dall’azienda sanitaria, su base volontaria, ha provveduto a supportare l’azione richiesta nell’ambito e con i limiti previsti dalla ordinanza cautelare pronunciata dal Tribunale di Trieste il 4 luglio e quindi senza intervenire direttamente nella somministrazione del farmaco, azione che è rimasta di esclusiva spettanza della donna”.
È la terza persona, seguita dall’associazione Luca Coscioni, ad accedere alla morte volontaria assistita in Italia, la quinta ad aver avuto il via libera. La prima in Friuli Venezia Giulia.
“Anna è anche la prima persona malata che ha visto riconoscere, da parte dei medici incaricati di effettuare le verifiche sulle condizioni, che l’assistenza continua alla persona è assistenza vitale, così anche la dipendenza meccanica non esclusiva garantita attraverso l’impiego di supporto ventilatorio nelle ore di sonno notturno”, afferma oggi Filomena Gallo, avvocata e segretaria della Coscioni.
“Il diritto di scelta alla fine della vita si sta faticosamente affermando, nonostante ostruzionismi e resistenze ideologiche che sono sempre più lontane dal sentire popolare”, aggiunge Marco Cappato, tesoriere della Coscioni, che sta promuovendo la campagna regionale “Liberi subito” affinché le Regioni approvino una legge che introduca tempi e procedure certi per accedere al suicidio medicalmente assistito. Nel frattempo anche la deputata dem, Debora Serracchiani, ha presentato una proposta di legge alla Camera per affrontare un tema “richiesto dalle coscienze delle persone oltre che dalle sentenze costituzionali”.
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