“Mi sono sentita una preda”, ha detto la giovane italo-norvegese che all’epoca dei fatti era 19enne, secondo quanto ha riferito il suo legale Dario Romano al termine dell’udienza a porte chiuse. Qualche momento di emozione, qualche lacrima, ma poi il racconto è proseguito, stavolta senza interruzioni, se non quella iniziale dovuta a un inconveniente tecnico. Ma nell’aula si attendeva di vedere i tre spezzoni di video che immortalerebbero i fatti accaduti nella villetta della famiglia Grillo in Costa Smeralda. Invece, solo foto e messaggi, mentre le sequenze di immagini registrate coi telefonini potrebbero essere proiettate domani. E già si annuncia una nuova battaglia tra i legali: “Il testimone è a disposizione del tribunale. Ovviamente nel rispetto della sua persona. Sicuramente c’è una vittima che va rispettata”, ha messo le mani avanti l’avvocato Romano dello studio Bongiorno.
Già si è scesi più sul particolare. “Poiché nel racconto della scorsa udienza non aveva specificato alcune cose, ho dovuto fare le stesse domande per poter formulare le contestazioni. E quindi, individuando pagina e riga di quello che la ragazza aveva risposto, ho fatto le contestazioni sui singoli momenti – ha spiegato ai cronisti l’avvocata Antonella Cuccureddu – Nei processi si ricostruiscono i fatti, e il fatto di cui discutiamo è di violenza sessuale. Non c’è niente di intimo in una violenza sessuale: è una violenza se è una violenza oppure è una cosa intima, o è l’una o è l’altra”.
Intanto emerge un particolare: Francesco Corsiglia in aula nelle sue dichiarazioni spontanee che ha rilasciato alcune udienze fa, “ha detto chiaramente di non essere stato presente all’episodio di violenza sessuale di gruppo”, ha svelato la stessa Cuccureddu che domani, dalle 10, riprenderà l’esame della principale accusatrice dei quattro per un’altra udienza che si annuncia ancora una volta fiume.
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