Prima che intervenisse direttamente il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a smentire il titolare delle Infrastrutture sul termine “condiviso”, ci aveva pensato Tommaso Calderone, di Forza Italia, presidente della Commissione bicamerale Insularità a sottolineare come sia “inammissibile che venga posta a carico della Sicilia una ulteriore parte della somma necessaria per costruire il ponte sullo Stretto”.
“Nella legge di Bilancio, leggo – ha proseguito Calderone – si intendono utilizzare una rilevantissima parte di fondi destinati alla Sicilia per altre opere, per il Ponte. Si parla di un miliardo e sette. È inaccettabile. Si dovrebbe pensare, per principio costituzionale, a eliminare gli svantaggi derivanti dalla condizione di Insularità e invece si agisce al contrario”.
“Quella di Tommaso Calderone – ha ribattuto il senatore siciliano Nino Germanà, vicepresidente del gruppo Lega e segretario in commissione Trasporti a Palazzo Madama – è un’affermazione che ci stupisce: una reazione del genere potremmo aspettarcela da certa sinistra che è contro lo sviluppo delle nostre terre, non certo da parlamentari del partito di Berlusconi. L’auspicio è che Tajani prenda le distanze da tali surreali dichiarazioni. È incredibile la critica sulla destinazione dei fondi di sviluppo e coesione al Ponte sullo Stretto indicata come sottrazione di risorse a Sicilia e Calabria come se Messina e Villa San Giovanni fossero in altre regioni. Inoltre, come più volte ribadito, nessun euro dei fondi Pnrr, Sie, Fsc e altri piani complementari (per un totale di 309 miliardi di euro) andrà perso. Questo risultato si ottiene posizionando i progetti piu’ avanzati sul Pnrr e quelli da realizzare su altri fondi, senza eliminare nessuna opera”.
È arrivata poi la nota secca di Schifani: “La decisione governativa per cui la quota di compartecipazione della Regione Siciliana debba essere di 1,3 miliardi di euro non è mai stata condivisa dall’esecutivo regionale“. “Il governo regionale della Sicilia – si legge – ha sempre espresso totale disponibilità verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto, opera che considera strategica, e per questo la giunta si era impegnata a destinare un miliardo di euro di risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, dandone tempestiva comunicazione al ministro Salvini con una nota del 18 ottobre. L’auspicio della Presidenza della Regione è che il ministro Salvini si possa attivare per restituire le maggiori risorse sottratte alla Sicilia, necessarie per sostenere importanti investimenti per lo sviluppo dell’Isola”.
“Il nuovo emendamento del ministro Salvini che impegna 1.6 miliardi per l’ipotesi Ponte prelevati da Fsc a carico della Sicilia – ha detto il vicepresidente dei senatori del Pd Antonio Nicita – non è stato concordato con la Regione Sicilia e viene quindi da essa smentito. Dal momento che, secondo l’emendamento, l’impiego di quei fondi, che necessitano peraltro di progetto esecutivo, derivano da accordo con la Regione Sicilia e la Regione Calabria se ne deve dedurre che l’emendamento è già decaduto. Continua l’incredibile deposito di emendamenti governativi e dei relatori del tutto privi di basi giuridiche. Il Governo stralci la norma Ponte a quando avrà trovato tutte le risorse anche per le prescrizioni e ai costi aggiornati e destini ad altre urgenze le risorse pubbliche dei siciliani e dei calabresi”.
Per il M5S, quello di Salvini è un “ennesimo scippo alla Sicilia”, mentre Italia Viva accusa sia Schifani sia il leader di una “lite che si risolve in un enorme danno per i siciliani”. Più Europa afferma: “Si vuol procedere saccheggiando il Fondo Sviluppo e Coesione, distraendo cioè risorse al reale sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno”. In serata un’ermetica nota del Ministero delle Infrastrutture si limita a tentare di rassicurare: “Il dossier-Ponte sullo Stretto prosegue come da programma. C’e’ la totale copertura economica e la giusta partecipazione finanziaria delle Regioni. L’obiettivo è rispettare i tempi, iniziando i lavori nel 2024, per offrire a tutti gli italiani un’opera attesa da decenni”.
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