E’ lo scenario dipinto da uno studio di European House Ambrosetti pubblicato dalla rivista Aedificando edita da Ance La Spezia distribuita in circa 4mila copie a imprenditori, professionisti e amministratori. “Sono 24 le opere chiave individuate – spiega Alberto Bacigalupi, presidente Ance La Spezia -, che potranno diventare realtà solo grazie a un approccio da area vasta, che guardi oltre i confini comunali.
Vogliamo ragionare allargandoci alla Lunigiana e alla vicina provincia di Massa-Carrara, in modo da aumentare il reciproco peso specifico”.
Gli interventi imprescindibili, secondo lo studio, sono il successo del Polo nazionale della subacquea appena inaugurato, il rilancio dell’arsenale con il progetto Base Blu e gli investimenti annunciati dal ministro Crosetto, il completamento del Miglio Blu per la nautica di lusso e la riqualificazione dell’area ex Enel. Tema centrale la capacità di attrarre risorse umane, che si scontra sulla previsione di una perdita demografica di 4mila unità nei prossimi dodici anni. “A cui corrisponderebbe una perdita di valore aggiunto di 400 milioni – spiega Luca Cardini di Confindustria -. Circa il 57% dei progetti sono ad alta complessità e insieme a quelli a media complessità porterebbero investimenti per 2.6 miliardi. Secondo Ambrosetti siamo di fronte a interventi trasformativi con un potenziale di 6.5 miliardi a fronte di un Pil provinciale di 6.1 miliardi”.
Confindustria annuncia di voler creare una cabina di regia con le associazioni di categoria. “Chi viene da fuori riconosce grandi potenzialità a questo territorio – dice il direttore generale di Confindustria, Paolo Faconti -. La provincia spezzina è marginale rispetto a Liguria e Toscana ma baricentrica perché potenzialmente di congiunzione tra queste due regioni e l’Emilia-Romagna”.
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