La Banca centrale europea ha dunque confermato i livelli di tutti i tassi ufficiali per l’area euro. La decisione giunge al termine del Consiglio direttivo ed è in linea con le attese di mercati e analisti.
Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea afferma inoltre che le decisioni future “assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario”. Il Consiglio “è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine” e “in base alla sua attuale valutazione, ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo”.
“Non abbiamo parlato per niente di taglio dei tassi”, ha riferito il presidente della Bce, Christine Lagarde, al termine della riunione del Consiglio direttivo. Sull’inflazione “dobbiamo abbassare la guardia? Ce lo siamo chiesto. No, non dovremmo assolutamente. La Banca centrale resta dipendente dai dati e che sull’inflazione di fondo servono più dati che arriveranno nei prossimi mesi, perché c’è una componente che fatica a calare”.
Secondo l’istituto centrale l’inflazione, pur essendo diminuita negli ultimi mesi, tornerà probabilmente a registrare un temporaneo incremento nel breve periodo. “Secondo le ultime proiezioni per l’area dell’euro, dovrebbe ridursi gradualmente nel corso del prossimo anno, per poi avvicinarsi all’obiettivo del Consiglio direttivo del 2% nel 2025. Nell’insieme gli esperti si attendono che l’inflazione complessiva si collochi in media al 5,4% nel 2023, al 2,7% nel 2024, al 2,1% nel 2025 e all’1,9% nel 2026. Rispetto all’esercizio di settembre, sono state riviste al ribasso le proiezioni per il 2023 e soprattutto per il 2024”.
La Bce si attende inoltre che la crescita economica resti contenuta nel breve periodo. Oltre questo orizzonte, l’economia “dovrebbe segnare una ripresa per effetto dell’incremento dei redditi reali, poiché le famiglie beneficiano del calo dell’inflazione e dell’aumento delle retribuzioni, e del miglioramento della domanda esterna. Pertanto, le proiezioni degli esperti dell’Eurosistema indicano un aumento della crescita da una media dello 0,6% nel 2023 allo 0,8% nel 2024 e all’1,5% sia nel 2025 sia nel 2026”.
La Bce reinvestirà poi il capitale rimborsato sui titoli in scadenza del Pepp (Programma di acquisto per l’emergenza pandemica) soltanto nella prima parte del 2024. Nella seconda parte dell’anno, il consiglio direttivo intende ridurre il portafoglio del Pepp di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, e terminare i reinvestimenti nell’ambito di tale programma alla fine del 2024.
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