Orban: ‘L’Ue sblocchi i nostri fondi o niente aiuti a Kiev’
Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha bloccato 50 miliardi di euro (55 miliardi di dollari) di aiuti Ue per l’Ucraina, dopo l’ok dei leader europei all’apertura ai negoziati di adesione di Kiev all’Unione europea. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel al termine del primo giorno del vertice Ue tuttavia ha affermato: “Abbiamo strumenti per garantire la nostra affidabilità, gli ucraini possono contare sul nostro sostegno, in questo pacchetto, su cui c’è ampio accordo politico a 26, ci sono 50 miliardi per l’Ucraina”.
Orban rivendica tutti i fondi europei destinati all’Ungheria e bloccati a causa delle violazioni dello Stato di diritto, per dare via libera al pacchetto di aiuti per l’Ucraina. “Ho sempre detto che se qualcuno vuole modificare il bilancio, allora è una grande opportunità per l’Ungheria per chiarire che deve ottenere ciò a cui ha diritto. Non la metà, o un quarto” ha detto il primo ministro in un’intervista a Kossuth Radio.
Al termine del vertice dei leader europei , il premier ungherese ha comunque ribadito in un tweet: “L’Ucraina non è pronta per l’adesione all’Ue. Per fortuna avremo molte occasioni per correggere la decisione presa ieri”.
Intanto secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti, né l’Ucraina né la Moldavia rispondono ai criteri per entrare nell’Ue. In merito alla decisione di Orban di bloccare i nuovi finanziamenti a Kiev, “l’Ungheria è un paese sufficientemente indipendente per difendere i suoi interessi”, ha detto Peskov.
In quanto alla notizia secondo la quale ieri il cancelliere tedesco Olaf Scholz avrebbe suggerito ad Orban di lasciare la sala per andare a prendere un caffè mentre gli altri leader discutevano e votavano sull’avvio delle procedure per l’ingresso dell’Ucraina, il portavoce dell’esecutivo russo ha detto: “Se questo è vero, è una procedura unica”.
“Questi non sono affari nostri – ha detto Peskov, – ma leggiamo con grande interesse varie notizie dei media sulla, chiamiamola così, procedura per prendere diverse decisioni nella Ue, aspettando che qualcuno esca a prendere un caffè per far passare certe decisioni in sua assenza. Se questo corrisponde alla realtà, allora è una procedura unica”.
Von der Leyen: ‘I fondi Pnrr per l’Ungheria se fa le riforme’
“Tutti gli Stati membri sanno quali sono le regole e come funziona il processo: se ci sono passi avanti, arrivano i pagamenti. Per quanto riguarda l’Ungheria abbiamo il Pnrr, il meccanismo di condizionalità e i fondi di coesione. In quest’ultimo caso ci sono stati passi avanti e i finanziamenti sono stati sbloccati”. Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen alla conclusione del vertice Ue rispondendo a una domanda se è pensabile immaginare che entro il prossimo vertice Ue Budapest possa essere in grado di fare le riforme necessarie a sbloccare il dossier del Pnrr.
Scholz: ‘Soluzione al problema Ucraina con l’uscita amichevole di Orban’
La scelta al Consiglio europeo di aprire i negoziati di adesione dell’Ucraina all’Ue con l’uscita dalla sala del premier ungherese Viktor Orban è stata “amichevole”. Lo ha spiegato il cancelliere tedesco Olaf Scholz, da cui è venuta l’iniziativa.
“Ho suggerito al primo ministro ungherese di permetterci di prendere quella decisione in sua assenza – ha detto -. Ha riflettuto sulla cosa, gli ho chiesto di prendersi tutto il tempo necessario ma lui ha reagito spontaneamente e ha detto che avrebbe accettato la proposta e così abbiamo preso la decisione a 26”, ha detto.
Quella dell’apertura dei negoziati con l’Ucraina è dunque una “decisione che abbiamo preso all’unanimità in linea con le nostre regole europee”. “Siamo l’Unione europea e noi tutti siamo obbligati ad agire nello spirito dell’Unione europea e ad assisterci l’un altro”, ha sottolineato Scholz.
Meloni incontra Orban: ‘Serve mediare con tutti’
L’incontro con Viktor Orban? “Io ho fatto esattamente quello che ho detto che avrei fatto. Penso sia molto più utile quando si parla con tutti e quando si cerca un punto di incontro, perché se non riusciamo a fare questo non riusciamo neanche di arrivare agli obiettivi. E quindi bisogna avere la capacità di dialogo, bisogna mediare, e questo ha consentito all’Italla di giocare un ruolo da protagonista. Siamo riusciti in tutti gli intenti che avevamo ma anche per questo bisogna continuare a lavorare per arrivare agli obiettivi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del vertice Ue.
Macron: ‘Ci aspettiamo che Orban si comporti da europeo’
Sulla revisione del bilancio Ue “ci aspettiamo che Orban si comporti da europeo”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine del vertice Ue. Il rinvio della decisione, per il presidente francese, dovrebbe dare tempo per realizzare le condizioni necessarie a far cambiare posizione al leader ungherese.
Macron ha anche auspicato che nei prossimi giorni possa essere trovata un’intesa per varare il Patto sull’immigrazione. Chiudere il negoziato è “importante” , ha detto, perché il
problema deve essere affrontato in una dimensione europea.
Fonti Ecr, ‘Orban nel gruppo? Se de-putinizzato perché no’
Il problema dell’ostruzionismo del primo ministro ungherese Viktor Orban in sede di Consiglio Ue continuerà almeno che non si trovi “un modo di sistemizzare la sua presenza, e nel caso, anche il suo dissenso. E certamente l’ingresso in un contenitore politico potrebbe aiutare”.
Lo spiegano all’ANSA fonti qualificate all’interno del gruppo Ecr. “Certo deve essere un Orban de-putinizzato per avviare questo processo”, spiegano le stesse fonti, sottolineando che Meloni “può essere la leader giusta per normalizzare l’ungherese e trovare nuovi equilibri in Ue”.
‘Si va verso vertice Ue straordinario all’inizio del 2024’
Si va verso un vertice Ue straordinario a inizio 2024 per chiudere i negoziati sulla revisione del bilancio 2021-27. E’ quanto si apprende da fonti europee che collocano la riunione tra gennaio e febbraio prossimi. Sul bilancio, infatti, questo summit si chiuderà senza accordo: “C’è un’intesa tra i 26 sulla proposta, stiamo solo aspettando l’ok del Parlamento svedese. C’è un solo Paese contrario”, hanno spiegato le fonti secondo le quali anche l’Italia concorda sulla bozza di proposta ma è possibile che nel nuovo vertice previsto nel 2024 si parli nuovamente di fondi per la migrazione.
“L’accordo sulla revisione del bilancio Ue è stato sostenuto da 26 leader ma un altro leader non lo ha fatto, torneremo dunque sulla questione all’inizio del prossimo anno e tenteremo di trovare l’unanimità”, aveva detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, al termine del primo giorno del vertice Ue. “Ma oggi lanciamo un messaggio potente sull’allargamento: è un giorno storico. E domani continueremo il lavoro sugli altri punti in agenda come il Medio Oriente, la migrazione e la lotta all’antisemitismo”.
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