“Se qualcuno si aspettava colpi di
testa resterà deluso, non abbiamo problemi a discutere con la
coalizione che abbiamo costituito. Non mi dimetto, non
consegnerò la città ad un commissario, avvieremo una nuova
verifica con la maggioranza, se necessario siamo pronti
all’azzeramento della Giunta, oggi è il punto zero per questa
amministrazione”. Così il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci,
nel corso di una conferenza stampa a palazzo di città per
analizzare la situazione politica, e all’indomani del documento
dei segretari regionali del Pd, del M5s, del Psi, dei Verdi e di
Con Puglia, che hanno annunciato l’uscita dalla maggioranza al
Consiglio comunale di Taranto. Decisione assunta dopo che il
sindaco ha allargato la stessa maggioranza ai consiglieri di
Italia Viva, partito al quale egli stesso ha aderito dopo aver
abbandonato il Partito democratico.
“Abbiamo scoperto strada facendo – ha aggiunto Melucci – che
spesso non avevamo numeri per governare, voti che mancavano
proprio da quei partiti che adesso hanno trovato un’intesa
regionale. A un certo punto tutti insieme abbiamo ritenuto
opportuno rivalutare il perimetro di maggioranza. Oggi il
programma non è cambiato di una virgola”.
Il sindaco ha spiegato che nelle prossime ore “ci sarà un
nuovo incontro con i partiti della coalizione originale”. “Se il
problema è Italia Viva – ha affermato – vedremo come fare per
risolvere questo problema, siamo disposti a qualsiasi
ragionamento, per noi è più importante la città che viene prima
dei partiti”.
Melucci ha riferito inoltre di aver informato preventivamente
della “necessità di lasciare il Pd e cambiare aria” il
governatore pugliese Michele Emiliano che gli “consigliò di
prendere tempo”. Il sindaco ha parlato anche delle
interlocuzioni con il M5s e in particolare con il senatore Mario
Turco. “Siamo pronti a dialogare, se vuole – ha detto Melucci –
può fare il vicesindaco con delega all’Urbanistica e ai Giochi
del Mediterraneo. Per senso di responsabilità e per il bene
della città, non abbiamo nessuna intenzione di mollare”.
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