“Sabbiuno è un luogo straordinario
della memoria. Qui furono trucidati tanti antifascisti,
partigiani che con coraggio e a costo della loro stessa vita
lottarono per dare a noi libertà e democrazia. Qui sono le
nostre radici. E la Costituzione, conquistata così a caro
prezzo, deve continuare a essere il nostro riferimento, a
partire dal lavoro, dai diritti, da una crescita sostenibile e
diffusa, con eguali opportunità per tutti e senza che nessuno
sia lasciato indietro”. Così il presidente della Regione
Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, intervenuto al Parco
collinare di Paderno (Bologna) per le celebrazioni del 79/o
anniversario dell’eccidio di Sabbiuno.
La cerimonia a Sabbiuno ricorda i cento martiri trucidati dai
tedeschi tra il 14 e il 23 dicembre 1944, i cui corpi furono
gettati nei calanchi. Le salme vennero recuperate solo nel 1945,
dopo la Liberazione. Solo a 58 delle vittime fu possibile
attribuire un nome.
“Il lavoro buono e retribuito in modo giusto – dice Bonaccini
– è oggi l’obiettivo che ci deve trovare uniti, perché in gioco
c’è non solo il futuro, ma la dignità di tante, troppe, persone
e famiglie. Un’emergenza democratica che pesa sul nostro
presente. E la Regione è e sarà sempre al fianco di chi ogni
giorno si impegna, col proprio lavoro, per il benessere di tutta
la comunità. Anche questo è un dovere che abbiamo nei confronti
dei nostri concittadini che non si arresero allora di fronte
alla dittatura e al nazifascismo e che contribuirono poi a
scrivere la nostra Costituzione, da onorare e difendere ora e
sempre”.
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