E’ morto a 99 anni il partigiano
Domenico Pelosi, nome di battaglia ‘Magher’, “un personaggio
storico che ci ha onorato della sua presenza e del suo
contributo alla città di San Giuliano Milanese”, come scrivono
il presidente dell’Anpi provinciale di Milano Roberto Cenati e
la presidente dell’Anpi di San Giuliano Paola Pedrazzi.
Nato il primo settembre 1924 a Siziano (Pavia), Pelosi ha
lavorato alla Fonderia-Acciaieria Milanese Vanzetti che lascia
dopo gli scioperi del 1943 e si unisce alle Squadre di Azione
Patriottica Attilio Folli, distaccamento della 172° Brigata
Garibaldi. Nel dicembre 1944 viene arrestato ed incarcerato a
Villasanta per essere deportato in Germania.
“Domenico – si legge in una nota dell’Anpi – continuerà però
il suo impegno e lotta fino alla Liberazione unitamente ai tanti
giovani e giovanissimi ragazzi partigiani del Comune di San
Giuliano, molti dei quali uccisi o deportati, che hanno scritto
una pagina gloriosa di coraggio e amore per la democrazia e la
libertà. Nel luglio ’45 riprende il lavoro alla Vanzetti nel
processo di trasformazione da industria bellica in civile e nel
’51 sposa Amelia Sibra, anche lei membro del Cln Locale -
insignita nel 1984 dal Ministero della Difesa del Diploma
d’onore ai combattenti per la libertà d’Italia 43-45”.
“Dalla Liberazione Domenico è stato sempre presente e attivo
sul territorio di San Giuliano nell’Anpi e negli organismi
democratici cooperativistici e sindacali.
Figura modesta e schiva, non ha mai voluto “apparire” ma -
conclude la nota – è stato e rimarrà un bellissimo esempio
politico, democratico e umano che incarna i valori
dell’antifascismo e della Resistenza, della solidarietà e
giustizia sociale a base della nostra Costituzione”.
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