Dopo i relatori di maggioranza e minoranza, Daniele Nicchi (Lega) e Simona Meloni (Pd) sono intervenuti i consiglieri Tommaso Bori (Pd), Andrea Fora (Patto Civico) e l’assessore Paola Agabiti.
Inoltre sono stati presentati alcuni emendamenti alla Legge di stabilità e al Bilancio di previsione; approvati soltanto un emendamento a firma Manuela Puletti (Lega) e uno, strettamente tecnico, proposto dall’assessore Agabiti. Bocciati anche due ordini del giorno presentati dal Pd.
Per Tommaso Bori, Pd, “questa Giunta e questa maggioranza passerà alla storia per essere il primo governo regionale che registra un cambio epocale: da quest’anno in Umbria verranno pagate più pensioni che stipendi”. “Si tratta di una situazione impattante – ha aggiunto – che accade non solo per l’invecchiamento e pensionamento, ma perché molti giovani sono costretti ad andare a lavorare altrove e si tratta di giovani qualificati, che qui trovano un lavoro sottopagato e demansionato. Vanno nelle regioni vicine. Il reddito medio nella nostra regione è di 7mila euro inferiore a quello nazionale. In Umbria oltre il 50 per cento delle donne non lavora e non per scelta, ma perché su di loro ricade il carico di cura, quindi o si verificano passaggi al part time o rinunciano al lavoro. La Giunta non garantisce servizi adeguati per gli anziani o per la disabilità. Noi siamo in grado di individuare soluzioni, e riguardano il salario minimo, bocciato dal Governo nazionale, uno sviluppo qualificato e quindi il lavoro non più sottopagato ed una rete di servizi adeguati per colmare il gap della cura familiare. L’Umbria registra il doppio della media nazionale di fuga dalla sanità regionale, si tratta di un dato anomalo insieme ai 18 milioni di euro legati alla mobilità passiva. Un dato che si è invertito nel tempo. Un paziente su dieci rinuncia alle cure perché costretto a viaggiare, anche con lunghe percorrenze, all’interno della regione o perché non può permettersi di rivolgersi al privato. Altro dato preoccupante arriva dalla Caritas: il passaggio dal benessere alla soglia di povertà per 5.965 nuclei familiari si verifica per la necessità di cure. 15mila nuclei familiari spendono un quinto del reddito per curarsi ed una famiglia su 5 sottoscrive un’assicurazione privata. Del resto nel vostro programma elettorale era chiara l’attenzione verso il privato. Da quando governa il centrodestra, anche a livello nazionale è visibile il crollo del Sistema sanitario nazionale. Noi cercheremo di porre rimedio a queste situazioni, a partire dalla proposta di una legge specifica per finanziare la sanità con il 7 per cento del pil. C’è un operatore sanitario su 2 in esaurimento lavorativo. In tanti che hanno vissuto la sanità pubblica come scelta di vita si stanno licenziando dal pubblico per il privato, oppure scappano dall’Umbria per andare in altre regioni limitrofe. Il vostro è un piano di smantellamento degli ospedali, e che prevede anche un terzo degli attuali distretti sanitari. Questo fa capire ancora meglio il vostro progetto di smantellamento della sanità pubblica per favorire il privato. Presenteremo proposte anche concernenti la salute mentale che avete tolto da ogni tavolo, sulla medicina di genere e quindi sui consultori. Chiederemo un Consiglio regionale dedicato dove porteremo una nostra articolata proposta di legge. Le criticità che continuiamo a rimarcare emergono da nostri accurati sopralluoghi. Sulla sanità serve invertire la rotta e non basta un cambio di marcia. Nel bilancio non dovrebbero preoccupare solo i conti, ma anche e soprattutto i servizi che non vengono garantiti. È necessario passare dai piani straordinari di abbattimento delle liste di attesa ai piani ordinari di gestione”. “Verrà il tempo nei prossimi mesi per fare un consuntivo di questi anni, segnati evidentemente dalla crisi pandemica” ha quindi affermato Andrea Fora, Patto covico. “C’è molto da fare nel futuro – ha aggiunto – e molto è stato fatto. Il Defr approvato la scorsa settimana dà alcune prime risposte agli obiettivi che ho sempre sottolineato in passato, soprattutto per la natalità e la famiglia, ed altre trovano comunque risposte tampone in questa legge di bilancio dove è chiara la determinazione nel sostenere comunque le famiglie, che vedono il loro potere d’acquisto in calo. Un complesso di misure significative e superiori a quelle degli anni precedenti e non solo di questi ultimi 5 anni. Misure importanti dal bonus bebè, al rimborso delle rette 0-6, dalle borse di studio 6-18 e per gli universitari, voucher per lo sport e per i centri estivi, e tanto altro ancora. Risorse attivate anche grazie al Fondo sociale europeo, con l’avvio del nuovo settennato dei fondi comunitari che porterà 813 milioni all’Umbria tra Fesr e Fse. Una programmazione europea che trova il cofinanziamento necessario nel bilancio regionale senza più le deroghe del passato. Auspico che la prossima legge regionale per la natalità e la famiglia divenga la cornice di ‘messa a terra’ utile per confermare strutturalmente tutte queste misure per i prossimi anni e per le famiglie. Bene l’invarianza della pressione fiscale e il mantenimento delle agevolazioni fiscali esistenti, è una scelta che merita condivisione. Sul settore dei trasporti e viabilità c’è un incremento di 6 milioni di euro nel 2024 per il trasporto pubblico locale, 500mila euro per il Minimetrò, 525mila euro per il servizio di abbonamento annuale agevolato per gli studenti universitari. Conferma nel triennio 2024-26 di 3 milioni di euro all’anno alle Province per la manutenzione delle strade regionali e 1 milione per le altre strade. Risorse che potranno e dovranno vedere un incremento nei prossimi anni anche alla luce del ritorno delle Province ad organi elettivi di primo livello a partire dal 2025. Nel bilancio trova inoltre conferma lo stanziamento di 4 milioni di euro per il 2024 all’aeroporto San Francesco d’Assisi, un obiettivo centrato e strategico per l’Umbria in termini di turismo, d’impresa, di lavoro. Bene le risorse previste per su turismo ed agricoltura, per il laboratorio di diagnostica per i beni culturali di Spoleto; per l’artigianato, per la legge sulla cooperazione; per la manutenzione del demanio idrico regionale e per la manutenzione straordinaria corsi d’acqua del reticolo idrogeologico regionale. Importanti le risorse programmate per il rilancio degli investimenti pubblici. Bene l’accordo di coesione da 237 milioni di euro punterà sulla riqualificazione urbana, soprattutto per edifici di particolare interesse come l’ex ospedale di San Florido a Città di Castello, e per investimenti sul polo chimico ternano per dare slancio allo sviluppo economico e al settore della chimica. Sul versante entrate da sottolineare anche il frutto del lavoro delle buone leggi approvate in questo anno: sulle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e determinazione del canone apportando miglioramenti significativi per le ricadute in favore di comuni e territori finora non beneficiati da questi provvedimenti. Auspico che la Giunta metta in campo tutte quelle azioni necessarie affinché la DGR n. 286 del 2022 sull’adeguamento delle tariffe delle strutture sanitarie e sociosanitarie di assistenza territoriale possa trovare una piena attuazione, con le Asl che nei loro bilanci stanzino le risorse davvero utili per soddisfare tutti i bisogni e le necessità dei cittadini. L’attenzione ai fragili, ai bisognosi, deve essere una costante del nostro impegno, come pure la lotta all’inverno demografico, lotta alle povertà devono dunque guidare il nostro servizio alla comunità. In questo bilancio ci sono risposte, ma non ci sono tutte le risposte necessarie, seppure ci sono chiari passi in avanti. Il mio sarà un voto di astensione”. Al termine del dibattito – si legge in una nota diffusa da Palazzo Cesaroni – è stato approvato un emendamento proposto dal consigliere Manuela Puletti (Lega) su “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio”: si modificano i commi 3 e 4 dell’articolo 7 della legge regionale 19 novembre 2001, n. 28 (Testo unico regionale per le foreste), precisando che, nel caso di sentieri, mulattiere, viali parafuoco e piste di esbosco e di servizio ai boschi e pascoli, il divieto di circolazione sussiste solo in presenza di appositi cartelli indicanti il divieto di transito. Tale disposizione è già presente relativamente alle strade di accesso o servizio all’attività agro-silvo-pastorale, alla viabilità forestale e alle strade realizzate per esigenze di pubblica utilità. In particolare, il comma 3 dello stesso articolo 7 riguarda il divieto di circolazione e sosta dei veicoli a motore e in modo specificando che tale divieto vale per le strade di accesso o servizio all’attività agro-silvo-pastorale, per la la viabilità forestale e per le strade realizzate per esigenze di pubblica utilità, mentre fissa il medesimo divieto con riferimento ai sentieri, alle mulattiere, ai viali parafuoco e alle piste di esbosco e di servizio ai boschi e pascoli. Previsto stanziamento di 10mila euro dai fondi accantonati. Approvato anche un emendamento presentato dall’assessore Paola Agabiti. “La modifica, di natura tecnica, si rende necessaria – ha spiegato – in quanto con una variazione compensativa, nell’ambito della stessa Missione, Programma e Titolo del Bilancio, disposta dopo l’approvazione del DDL è stato spostato l’intero stanziamento previsto nei capitoli in oggetto ad un livello del Piano dei conti diverso, per esigenze di modifica della natura economica della spesa. In particolare, da interventi diretti della Regione è stato modificato il quarto livello a “Contributi agli investimenti ad Amministrazioni locali”. Lo stanziamento, finanziato con mutuo, non viene modificato. Sono stati invece tutti respinti gli emendamenti presentati dalla minoranza. Donatella Porzi (gruppo Misto) chiedeva di incrementare gli stanziamenti in favore della legge regionale 25/2016 (norme per le politiche di genere e per una nuova civiltà tra donne e uomini) con particolare riferimento agli interventi concernenti i servizi di ‘contrasto alla violenza degli uomini contro le donne’ destinando tali al rafforzamento della rete di prevenzione e contrasto alla violenza degli uomini contro le donne, quale forma integrata di percorsi di accoglienza e di uscita dalla violenza. I quattro consiglieri del Pd (Meloni, Bettarelli, Bori, Paparelli) avevano invece presentato emendamenti su: “Apertura presso le Università di sportelli informativi sulla violenza di genere” (istituzione di un ulteriore luogo di ascolto e supporto alle potenziali vittime di violenza, presso le sedi universitarie degli Atenei dell’Umbria, per 100mila euro); “Interventi di contrasto al rischio idrogeologico” (contributi anche ai soggetti privati che effettuino opere di manutenzione degli alvei e delle sponde un contributo a fondo perduto di importo variabile, compreso tra un minimo di euro 200 euro ad un massimo di euro 3.000); “Interventi aggiuntivi sulla viabilità (200mila euro)”; “Stanziamenti per le Micro Imprese dell’artigianato, del commercio e dei servizi (ulteriori 100mila euro per portare la dotazione finanziaria ‘SMALL 2023’ alla somma complessiva di euro 1.400.000)”. Bocciati anche due ordini del giorno presentati dal Pd. Il primo riguardava le “Conseguenze sulle aziende fornitrici di dispositivi medici derivanti dall’attuazione del cosiddetto Pay Back introdotto dal Governo Nazionale”, sui bisogni di continuità e qualità di fornitura dei dispositivi medici garantendo la relativa copertura finanziaria nei confronti delle Regioni” e l’altro sul “Contrasto alla povertà e al carovita, per sostenere le famiglie fragili attraverso l’approvazione di un programma di interventi dedicato a famiglie con minori orfani di uno e entrambi genitori, delle famiglie monoparentali e con genitori divorziati o separati, alle famiglie numerose, anche utilizzando al meglio le risorse del PNRR trasferite alle Regioni e destinando quote non impegnate del Fondo Sociale Europeo relative alla programmazione 2021-2027”.
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