Nel pomeriggio, intanto, era arrivata la puntualizzazione di Germania e Francia che, sono allineate verso l’accordo. E’ stato lo stesso Lindner, in un punto stampa congiunto con il ministro delle Finanze francesi Bruno Le Maire, a fare spiegare: “Non è un segreto che le posizioni dei 27 Stati membri, comprese quelle di Germania e Francia, all’inizio fossero molto distanti” sulla riforma del Patto di stabilità e crescita, “ma abbiamo lavorato duro” e “abbiamo allineato le nostre posizioni. Il nostro obiettivo oggi è raggiungere un accordo al 100% tra le proposte tedesca e francese per convincere gli altri”.
A prendere la parola è stato poi il ministro francese Le Maire che ha precisato come sul Patto”abbiamo anche molto lavorato con l’omologo italiano, Giancarlo Giorgietti. Siamo sulla stessa linea con l’Italia e penso che sia una buona notizia di avere Germania, Francia, Italia allineate”.
Fonti Ue in serata hanno quindi reso noto: “Siamo in stretto contatto con l’Italia, comprendiamo che una videoconferenza non è la cosa più facile” per un accordo “ma dovevamo trovare un bilanciamento tra i contenuti del dibattito e il fatto che alcuni ministri non potevano partecipare in presenza. Sappiamo che avere un’intesa sarebbe un successo per tutti”. “E’ importante che il testo tenga conto delle preoccupazioni dell’Italia”, hanno spiegato le fonti sottolineando come martedì in tarda serata la proposta di compromesso sul Patto messa sul tavolo dell’ultimo Ecofin abbia subito qualche cambiamento, ad esempio nel tener conto degli “alti tassi di interesse” nella procedura di rientro per il deficit nel periodo transitorio 2025-2026-2027.
Sul Patto di stabilità si tratta ancora sulla velocità di riduzione del deficit, hanno indicato sempre fonti Ue. Per chi sfora il tetto del deficit del 3% le nuove regole richiedono di assicurare un aggiustamento strutturale dei conti pari allo 0,5% ogni anno. Le trattative riguardano un intervento di entità minore (dello 0,2%), tenendo conto anche dell’impatto degli interessi del debito pubblico, in cambio di riforme strutturali e investimenti. I “numeri specifici” tuttavia, hanno spiegato le fonti, “sono ancora tra parentesi” nel testo e saranno discussi domani dai ministri per arrivare a “un potenziale compromesso”
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