“Anche se l’America riuscisse a mobilitare il mondo intero, le nostre operazioni militari non si fermeranno, a prescindere dai sacrifici che ci costerà”, ha dichiarato l’alto funzionario del gruppo islamista Mohammed al-Bukhaiti. Già a inizio dicembre una nave da guerra americana e diverse imbarcazioni commerciali erano finite sotto attacco degli Houthi.
Gli Houthi sono intenzionati a “effettuare operazioni e attacchi ogni 12 ore alle imbarcazioni che transitano nel Mar Rosso”. Mohammed Abdul Salam, portavoce del gruppo, ha precisato che prenderanno “di mira sono le navi destinate esclusivamente a Israele”. Per il gruppo yemenita, l’obiettivo è fare “aumentare la pressione sullo Stato ebraico affinché fermi la sua aggressione e tolga l’assedio di Gaza”.
Gli Houthi avvertono inoltre che attaccheranno le navi di “qualsiasi Paese” che agirà contro di loro nel Mar Rosso, ha detto un alto esponente del gruppo. “Qualsiasi Paese che si muove contro di noi avrà le sue navi prese di mira”, ha spiegato Mohammed Ali Al-Houthi in un’intervista alla tv iraniano Al-Alam.
Il principale negoziatore Houthi, Mohammed Abdulsalam, ha dichiarato che l’istituzione di un’alleanza navale multinazionale per salvaguardare la navigazione nel Mar Rosso non cambierà la loro posizione sul conflitto di Gaza. La coalizione guidata dagli Stati Uniti è “essenzialmente inutile”, ha detto Abdulsalam, aggiungendo che tutte le acque adiacenti allo Yemen sono sicure, tranne che per le navi israeliane o per quelle dirette in Israele, a causa della “ingiusta guerra aggressiva contro la Palestina”.
Nonostante i conclamati legami e il sostegno alla ribellione Houthi, l’Iran si è affrettato ad affermare che il gruppo yemenita agisce in modo indipendente per quanto riguarda i suoi attacchi e il sequestro delle navi collegate a Israele nel Mar Rosso e nel Mar Arabico. “Non è giusto mettere in relazione le misure indipendenti del gruppo yemenita con altri Paesi”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Ali Bagheri Kani.
Anche il Pentagono ha evidenziato come gli attacchi degli Houthi rappresentino una “minaccia” per il commercio internazionale.
Tra Italia e Regno Unito “c’è una comune preoccupazione per quello che accade nel Mar Rosso”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa con l’omologo britannico David Cameron a margine della Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sentito il ministro americano Lloyd Austin in merito alla sicurezza nel Mar Rosso. Si sta discutendo delle possibili iniziative, che da parte italiana sarebbero poi eventualmente discusse in Parlamento.
“Là calcolate che solo per quanto riguarda il petrolio passa il 10%, poi c’è il gas liquido – avverte Crosetto -. Noi rischiamo di ritrovarci con i porti deserti nelle prossime settimane”.
Crosetto e Austin hanno anticipato l’invio nel Mar Rosso della fregata europea multi-missione “Virginio Fasan”, inizialmente previsto per febbraio e ora stabilito per il 24 dicembre. La nave farà parte dell’operazione “Atalanta”, alla quale l’Italia già partecipa dal 2009 assieme ad altri Paesi, e navigherà in supporto esterno alla missione diplomatica europea che prevede il pattugliamento delle zone marittime tra il Mar Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano. Lo scopo è proteggere il transito delle navi mercantili.
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