Ascanio Celestini, tra gli artisti
più apprezzati sui palcoscenici italiani, torna in scena nei
teatri di Emilia-Romagna Teatro, il 22 dicembre alle 20.30 al
Teatro Fabbri di Vignola e dal 26 al 28 dicembre alle 20.30 (il
27 alle 19) all’Arena del Sole di Bologna, per presentare il suo
nuovo spettacolo natalizio “Rumba – L’asino e il bue del presepe
di San Francesco nel parcheggio del supermercato”.
Celestini porta in scena, attraverso la sua inconfondibile
narrazione teatrale, un ritratto originale di una delle figure
più affascinanti del Cristianesimo, San Francesco d’Assisi: un
uomo anticonformista, che predicò la pace e la fratellanza tra
cristiani e musulmani in tempo di guerre sante, che si rifiutò
di combattere per dedicare la propria vita ai poveri e
diventarne schiavo.
“I preti chiedevano l’obolo per la guerra – scrive l’autore –
alla fine della messa. Invece Francesco se ne va in Terra Santa
a parlare coi crociati che non lo ascoltano. Poi parla coi
musulmani. Lo ascoltano un po’ di più. Stupiti di un cristiano
che arriva senza armi e cavallo, senza nemmeno le scarpe. E
quando Francesco tornerà nella sua terra scriverà nella regola
per i suoi frati che bisogna servire tutte le creature. Anche i
musulmani. Chiederà a un frate che canti ogni sera dalla torre
campanaria come ha imparato dai muezzin”.
Nei panni del narratore, Celestini immagina come sarebbe il
Santo d’Assisi oggi: perché Francesco ci affascina ancora dopo
otto secoli? E dove lo troveremmo oggi? Nel racconto Francesco
cerca i suoi poveri nel parcheggio davanti alla finestra della
sua casa popolare; i personaggi sono tanti e condividono la
stessa condizione umana. San Francesco è stato anche il primo
nella storia a realizzare il presepe, nella notte di Natale del
1223 nel piccolo paesino di Greccio: un bue, un asino e una
mangiatoia. Nel periodo di creazione dello spettacolo l’autore
ha incontrato gli abitanti di Greccio, per raccogliere storie di
vita: un po’ registrando e un po’ trascrivendo i racconti in un
diario. “Perché? – si chiede Celestini – Perché dalla
trascrizione delle interviste e dalla memoria possiamo trovare
una qualità che serve a scrivere un testo che abbia il calore
della biografia”.
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