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Ex promessa del calcio ucciso in discoteca a Palermo, la Procura ferma due fratelli di 17 e 22 anni

Tempo di lettura: 2 minuti

Ultimo aggiornamento 21 Dicembre, 2023, 23:28:25 di Maurizio Barra

La Procura di Palermo, diretta da Maurizio de Lucia, ha disposto il fermo di due fratelli di 17 e 22 anni coinvolti nell’inchiesta sull’omicidio di Rosolino Celesia, il 22enne ucciso ieri notte nel bagno di una discoteca, nel centro di Palermo.

Il minorenne è accusato di omicidio (avrebbe anche ammesso di aver preso parte a una rissa con la vittima) mentre il fratello maggiore di detenzione illegale di arma da fuoco.

Il delitto sarebbe stato commesso al culmine di una lite scoppiata nel locale. Tra la vittima e i due fratelli i rapporti sarebbero stati tesi da tempo. Ai due, i poliziotti sarebbero arrivati grazie alle videocamere della discoteca.

Dopo l’aggressione – gli spari sono stati sentiti chiaramente dagli abitanti della zona – Celesia è stato portato dagli amici in ospedale, ma è arrivato senza vita. I familiari hanno assediato per ore il Pronto soccorso, chiedendo di vedere la salma: per proteggere la struttura sanitaria sono dovuti intervenire polizia e carabinieri.

Ucciso con tre colpi al collo e al torace, Rosolino Celesia era stato una promessa del calcio. Un padre cantante neomelodico, molto conosciuto per le sue esibizioni in piazza e in diverse tv private, Rosolino – gli amici lo chiamavano Lino – ha giocato fino a qualche anno fa. Sognava di arrivare in serie A ma a soli 20 anni aveva deciso di rinunciare. Nato a Palermo, aveva cominciato a frequentare la scuola calcio “Ribolla” del campione Totò Schillaci. Era riuscito a vestire la maglia del Trapani, del Torino e del Palermo, sempre nelle giovanili. Dopo due anni nel Trapani, da attaccante, è stato contattato dal Torino, che l’ha schierato nell’under 17 (la società e il presidente, Urbano Cairo, hanno espresso le condoglianze alla famiglia). Lino era stato poi “prestato” al Palermo. In serie D, aveva giocato per il Marsala e il Troina. Lasciato il Troina, l’esperienza nella Parmonval, squadra palermitana con sede nella borgata di Mondello. L’ultima prima di abbandonare il calcio.

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