“C’è sempre un momento in cui la propaganda va via e resta la realtà dei fatti – ha detto il leader M5s Giuseppe Conte -. Meloni ha detto che il Mes è passato col sangue degli italiani, senza dibattito parlamentare, col favore delle tenebre: se oggi siamo qui vuole dire che non è vero, che Giorgia Meloni ha mentito al Parlamento. Oggi decidete e vi assumete le vostre responsabilità”.
“Prendiamo atto del voto del Parlamento. Il Parlamento è sovrano”, ha commentato il vice ministro all’Economia Maurizio Leo. “Il Parlamento boccia il Mes: pensionati e lavoratori italiani non rischieranno di pagare il salvataggio delle banche straniere. E pazienza se a sinistra si arrabbieranno. Una battaglia della Lega combattuta per anni e finalmente vinta. Avanti così, a testa alta e senza paura”, ha spiegato su Instagram il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
Per il leader di Azione, Carlo Calenda, “oggi la maggioranza si spacca sul Mes e così il Campo largo. E’ la testimonianza che questo paese non si può governare con un bipolarismo che produce solo contraddizioni e figuracce”.
“Avevano parlato di politica del pacchetto. Le cose sono due, o hanno rifilato un pacco agli altri Paesi europei, o più probabilmente hanno votato contro il Mes perchè ieri hanno ricevuto un pacco dai Paesi europei. Tertium non datur”, ha scritto su X Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera che ha aggiunto: “In tutte e due le ipotesi Giancarlo Giorgetti ne esce ampiamente delegittimato”.
Per il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova, “la maggioranza sta compiendo una scelta anti nazionale. Per questo chiedo alla presidente Meloni di venire in aula: perchè questa è solo una diatriba interna alla maggioranza, che porta ad un errore clamoroso. Perchè le motivazioni che vengono portate dalla maggioranza sono sbagliate e il patto di stabilità che ha firmato Giorgetti prevede l’analisi di sostenibilità del debito pubblico: altro che Mes! Voi siete peggio di Orban, che si ferma un millimetro prima del baratro in Europa, voi siete ignavi”.
Fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che “il governo, che si era rimesso al Parlamento, prende atto del voto dell’Aula di Montecitorio sulla scelta di non ratificare la modifica al trattato Mes. Si tratta di un’integrazione di relativo interesse e attualità per l’Italia, visto che come elemento principale prevede l’estensione di salvaguardie a banche sistemiche in difficoltà, in un contesto che vede il sistema bancario italiano tra i più solidi in Europa e in Occidente. In ogni caso – hanno osservano le stesse fonti – il Mes è in piena funzione nella sua configurazione originaria, ossia di sostegno agli Stati membri in difficoltà finanziaria”.
Per Chigi, “la scelta del Parlamento italiano di non procedere alla ratifica del Mes può essere l’occasione per avviare una riflessione in sede europea su nuove ed eventuali modifiche al trattato, più utili all’intera Eurozona”.
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