E’ passato oltre un anno dalle
forti scosse (5.5 e 5.2) che il 9 novembre 2022 causarono danni
e sfollati nelle province di Pesaro e Ancona ma non si è risolta
la questione delle risorse per i lavori negli immobili inagibili
e consentire e per il rientro degli sfollati. Dopo la doccia
gelata della bocciatura di un emendamento in Finanziaria 2023
presentato dal commissario post sisma Guido Castelli, i
terremotati del ‘Comitato 7.07’ di Ancona hanno attuato un
presidio davanti a Palazzo Leopardi – hanno incontrato anche il
consigliere regionale del Pd Antonio Mastrovincenzo -, per
sollecitare la Regione a prendere posizione, trovare una
soluzione con il governo e dare una risposta alle famiglie,
stanche di rassicurazioni che non si concretizzano, ancora fuori
di casa, ospitate da amici o parenti, tra mille disagi e spese.
Il presidente Francesco Acquaroli ha ricevuto il Comitato: il
27 dicembre si terrà un incontro tra presidente, Comitato e
Castelli. Ad Ancona ci sono 13 edifici inagibili, 64 famiglie
coinvolte, 131 persone sfollate; oltre 600 altre persone sono in
fabbricati parzialmente interdetti o con gravi danni. “Sono
richieste ultra legittime, – ha detto a margine Acquaroli in
merito alle istanze dei terremotati -. Auspichiamo che nel più
breve tempo possibile, si possa trovare l’ultima determinazione
rispetto al superamento dello stato d’emergenza e individuare la
strategia per ricostruire. Ho parlato per l’ennesima volta con
il ministro Musumeci, il commissario Castelli e la
sottosegretaria Albano: stiamo definendo strategie d’accordo con
organismi dello Stato per individuare la soluzione migliore da
attuare nel più breve tempo possibile”. Sull’ipotesi di
allargare la struttura commissariale a questa emergenza “ci sono
vicende di natura tecnica da chiarire per verificare se è
possibile attuare questa strategia o bisogna trovare un’altra
soluzione in tempi stretti per dare una prospettiva a queste
famiglie”. Se l’incontro del 27 non avrà esito positivo,
“nell’immediatezza delle feste dovremo trovare una soluzione.
Non c’è una preclusione o una mancanza di volontà, c’è necessità
di trovare la forma condivisa da tutti per dare una risposta nel
più breve tempo possibile”.
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