Circa 200 arresti, con più di
mille denunciati e oltre 31mila persone sottoposte a controllo
perchè stanno scontando misure alternative al carcere, come i
domiciliari. Sono alcuni dei dati relativi all’attività della
Polizia di Stato nel Casertano da gennaio al 30 novembre,
forniti oggi dal Questore Andrea Grassi nel corso della
conferenza stampa convocata in Questura per il resoconto di fine
anno e gli scambi di auguri. Sono undicimila i posti di blocco
realizzati in undici mesi, con 200mila persone identificate, 300
eservizi pubblici e oltre 5mila contestazione elevate per vari
reati. Il Questore, insediatosi ad inizio agosto, traccia un
bilancio positivo per l’attività di polizia, ricordando che
Caserta figura tra le “top ten delle Questure italiane quanto a
numero di controlli effettuati sul territorio”, e che i rinforzi
agli organici tanto attesi sono iniziati ad arrivare e
continueranno fino a gennaio. Una cinquantina i poliziotti
inviati a Caserta, una ventina già arrivata a settembre al
Commissariato di Castel Volturno; da qualche giorno sono invece
giunti undici vice-ispettori ed entro breve arriveranno una
ventina tra agenti e assistenti. Organici più forti vuol dire
più personale in strada. “Per ora non tornerà la figura del
poliziotto di quartiere, preferisco le pattuglie automontate”
dice Grassi, che poi si sofferma anche sugli avvicendamenti dei
funzionari con l’arrivo di nuovi dirigenti alla Squadra Mobile,
alla Digos, all’Anticrimine, alla divisione amministrativa.
“Erano cambi non necessari – spiega Grassi – ma funzionali,
secondo me, a portare ad un miglioramento delle performance
della Polizia”. Le preoccupazione per Grassi riguardano il
“rifiorire dei reati predatori”, con malviventi napoletani che
spesso si postano nel Casertano con “puntate veloci”, per poi
tornarsene nel loro territorio, e i reati di genere. “La legge –
sottolinea Grassi – dà oggi più poteri ai Questori, in tema per
esempio di ammonimento degli stalker, ma dobbiamo comunque
cercare di essere più veloci negli interventi, anche per questo
ci confrontiamo spesso con le Procure e le altre forze
dell’ordine per rendere più rapidi i flussi di informazioni
concernenti questi episodi”.
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