(di Antonella Brianda)
“Un turismo prettamente locale,
fatto dai sardi per i sardi”. Si può tradurre così la portata
del flusso di vacanzieri attesi per queste festività natalizie e
di fine anno. A tirare sono soprattutto i concerti di Capodanno
con nomi importanti del panorama musicale italiano: Ligabue ad
Alghero, Zucchero e Salmo a Olbia, Marco Mengoni a Cagliari,
Renga e Nek a Sassari, Mahmood a Castelsardo. Ma non abbastanza
per attrarre turisti dalla penisola o dall’estero.
“Con il Capodanno non facciamo business, a parte qualche
sardo che fa ritorno a casa dai familiari – spiega Gian Mario
Pileri, presidente Fiavet Sardegna, l’associazione degli agenti
di viaggio -. Le persone non vengono certo dall’estero per
vedere i fuochi d’artificio o assistere ai concerti di Zucchero
o Mengoni. Al contrario, se non ci fossero stati questi
concerti, forse molti sardi avrebbero deciso di partire. Ecco
perché è più giusto parlare di un turismo di prossimità tutto
sardo”.
“In uscita dalla Sardegna – aggiunge Pileri – registriamo
qualche leggero aumento di traffico in partenza dall’aeroporto
di Cagliari. Abbiamo pieno il charter su Istanbul, quello per la
Spagna e per Malta”.
Buono il traffico di passeggeri in transito nei tre
aeroporti: dal 22 dicembre al 7 gennaio nell’aeroporto di
Cagliari-Elmas sono previsti circa 200mila passeggeri tra arrivi
e partenze, con 1.300 movimenti di aerei a fronte di 230mila
posti offerti. Nei due scali del nord Sardegna è invece atteso
un flusso di oltre 100mila persone durante il ponte di Natale,
per un totale di 714 voli e un’offerta di circa 129mila posti.
In linea con lo scorso anno, invece, i movimenti nei porti
dell’Isola.
“Insignificante” per il presidente di Federalberghi Sardegna
Paolo Manca la situazione negli hotel nel periodo natalizio.
“Non registriamo nessun volume che possa giustificare aperture
straordinarie degli alberghi – spiega – si tratta tutto di
movimento interno di sardi che scelgono di passare Natale o
Capodanno in un determinato albergo, ma nessuna delle grandi
strutture ricettive che hanno chiuso ad inizio novembre ha
aperto per questo periodo o ha deciso di aumentare la capacità
ricettiva”.
“Il Capodanno in Sardegna – chiarisce Manca – non è una cosa
che si programma con largo anticipo e da fuori. Le prenotazioni
dall’estero o dal resto della penisola sono pochissime. Stiamo
parlando di un Capodanno di prossimità, rivolto prevalentemente
ai sardi. Non mi si venga a parlare – attacca poi il numero uno
degli albergatori sardi – di attrazione turistica quando si
promuovono i concertoni con i big, perché qui si parla di
animazione territoriale, non di promozione turistica.
Un’animazione territoriale che va a discapito di settori come
quello alberghiero”.
Le incertezze delle scorse settimane sui nomi degli artisti
che saliranno sui vari palchi la notte di San Silvestro e gli
annunci spezzettati, hanno creato una serie di annullamenti,
soprattutto in Galluta. “Era ovvio – chiarisce Manca – che
quando è stato fatto uscire il nome di Mengoni a Cagliari, tanta
gente anche per motivi di prossimità e vicinanza, o anche di
gusto musicale, ha scelto di cancellare le prenotazioni già
fatte magari a Olbia o Alghero. Un mancato coordinamento e una
non regia regionale ha creato del disordine nel nostro ambito”.
Sul versante della Riviera del Corallo, invece, il pienone
era già annunciato da tempo: da novembre la Fondazione Alghero
aveva svelato la rosa di nomi degli artisti che avrebbero
animato il Cap d’Any de l’Alguer – Guè, Noiz, Anna e Ligabue – e
i sei hotel cittadini, gli unici rimasti aperti, hanno
registrato il tutto esaurito. Circa 1.200 i posti letto con
soggiorno minimo di due notti sono andati sold out, con grande
soddisfazione della Federalberghi nord Sardegna.
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