La nube di fumo, nell’area all’estrema periferia romana, è visibile a distanza. Il presidente della Regione Francesco Rocca ha raccomandato “in via precauzionale in un area di 6 km dal rogo, di non sostare; mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti; non utilizzare i condizionatori d’aria, evitare attività ludico-sportive, raccogliere vegetali. In caso di emergenza contattare il 112 o la Sala Operativa della Protezione Civile del Lazio 803 555”.
Non si registrano feriti o intossicati. L’incendio è sotto controllo ma sono ancora al lavoro 40 pompieri per spegnere le fiamme. Le cause del rogo sono da chiarire, per ora l’ipotesi è che sia partito da un silos. Le forze dell’ordine manderanno una prima informativa in procura e poi verrà aperto formalmente un fascicolo di indagine. L’area è stata perimetrata e messa in sicurezza. Le squadre dell’Arpa hanno installato i campionatori necessari per il monitoraggio della qualità dell’aria.
L’impianto di Trattamento meccanico-biologico, che tratta a freddo i rifiuti indifferenziati o residuali dopo la raccolta differenziata, era l’ultimo di questo tipo rimasto a Roma, altri tre in passato erano stati distrutti o interessati da incendi e chiusi. Il Comune di Roma e l’Ama sono al lavoro per valutare le ricadute sulla tenuta del servizio, già in un difficile equilibrio strutturale per la carenza di impianti e sotto stress in questi giorni di feste, con pacchi e scarti dei cenoni di Natale che rischiano di restare in strada. Una paura messa in evidenza dalla Cgil ma che dal Campidoglio tendono a ridimensionare, approntando tutte le misure necessarie a scongiurarla. “Con l’Ama abbiamo individuato sbocchi alternativi per mettere in sicurezza il conferimento dei rifiuti nei prossimi giorni”, ha rassicurato l’assessora Alfonsi aggiungendo di non sapere al momento quando l’impianto potrà riaprire. Il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Francesco Rocca seguono l’evolversi della situazione.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA