Secondo Bettarelli, “la decisione è stata assunta senza alcuna valutazione preliminare o elemento analitico relativo alle sue ripercussioni sul territorio; nessuna conoscenza in termini numerici di quanti siano i sentieri, le mulattiere le piste di esbosco, i viali parafuoco nella nostra Regione; quanti di questi insistono su fondi pubblici e quanti privati”. “Ma ciò che appare più grave – aggiunge in una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Assemblea – è che questa scelta è stata compiuta senza alcuna forma di partecipazione dei soggetti coinvolti a partire dagli enti locali. Paradossale che non si siano tenute in considerazione le ricadute e i disagi, importanti, sugli abitati circostanti e sulla qualità di quel turismo lento in cui la Regione sostiene di investire e che attira nel nostro territorio migliaia di escursionisti sui cammini di Francesco, di San Benedetto, della via Amerina, della via Romea o in quella dei Protomartiri. Come ho avuto modo di sottolineare in proposito nel corso del mio intervento in aula si tratta di un tema complesso che necessita di approfondimenti tecnici, normativi e amministrativi, oltre che di un vera e propria mappatura dettagliata del nostro territorio così come di una fase di ascolto dei Comuni attraverso Anci e Cal, delle Istituzioni coinvolte così come delle associazioni tutte. Per altro, come si può pensare, mi chiedo, di realizzare e porre in opera pali e cartelli di divieto su tutta la rete sentieristica umbra con la dotazione finanziaria stabilita dalla Giunta regionale che è pari a 10 mila euro l’anno per tre anni? Ciò significa, di fatto, che i cartelli saranno talmente pochi che il divieto di accesso sarà pressoché inesistente. La scelta di accelerare una modifica così importante, attraverso un emendamento al bilancio, rappresenta dunque – secondo Bettarelli – una scelta irresponsabile che va fuori dal seminato e che rischia di creare contrasti, già in parte emersi negli ultimi giorni, oltre che veri e propri contenziosi che verranno aperti nei confronti della Regione. Rinnovo quindi l’appello già lanciato in occasione dell’ultima seduta consiliare, affinché l’iter venga fermato e si possa avviare una fase di analisi, approfondimento e ascolto di tutti i soggetti interessati, che renda giustizia al territorio umbro e a tutti coloro che ne fruiscono, nell’interesse di una intera collettività”.
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