Tra i loro compiti, identificare membri delle forze dell’intelligence iraniana e raccogliere informazioni su di loro, in cambio di denaro da parte dei servizi segreti israeliani per diverse missioni svolte nelle province dell’Azarbaijan occidentale, Teheran e Hormozgan. Altre sei persone coinvolte nello stesso caso sono state condannate a 10 anni di carcere. La pena di morte per un altro prigioniero sempre condannato per collaborazione con il Mossad era stata eseguita solo due settimane fa, nella provincia sud orientale del Sistan-Baluchistan. Secondo l’ong, con sede in Norvegia, ‘Hengaw’ le esecuzioni sono una “vendetta” da parte dell’Iran contro Israele per l’uccisione in Siria nei giorni scorsi di Seyed Razi Mousavi, un importante membro delle Guardie della rivoluzione.
Il caso del pasdaran ucciso lunedì, con un raid dalle Alture del Golan, ha portato le tensioni tra Iran ed Israele, recentemente già altissime a causa del conflitto in corso a Gaza, a crescere ulteriormente. Teheran ha parlato di un’azione “terrorista” e ha subito dichiarato che l’assassinio di Mousavi non sarebbe restato senza risposta, promettendo “vendetta” contro Israele. Mentre nelle scorse settimane, la Repubblica islamica aveva già denunciato, anche all’Onu, un altro attacco attribuito a Israele in Siria che aveva portato alla morte di due consiglieri iraniani, il 2 dicembre. Anche ieri sera, secondo ricostruzioni per ora non confermate a livello ufficiale, 11 importanti membri delle Guardie della rivoluzione iraniana sono stati uccisi in un attacco che ha preso di mira Damasco. Il raid ha colpito i pasdaran mentre si trovavano nell’aeroporto della capitale siriana per accogliere una delegazione e durante l’attacco è rimasto ferito anche il comandante delle Guardie della Rivoluzione iraniana nella Siria orientale, Nawzat Rashid.
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