“E’ il momento del senso di
responsabilità e del sano realismo. L’Italia continua ad avere
una economia non soddisfacente, con una crescita asfittica,
anche perché constatiamo tristemente che si tarda a varare le
vere grandi riforme: Pubblica Amministrazione, concorrenza,
rapidità della giustizia. E infine, uno dei problemi più gravi
ancora irrisolti, una elevatissima evasione fiscale che, secondo
la Banca d’Italia, sfiora i 100 miliardi di euro.”. Lo scrive il
presidente Giorgio Marsiaj agli imprenditori associati
all’Unione Industriali Torino.
“Dobbiamo invertire al più presto la tendenza alla crescita
zero o sottozero della popolazione, altrimenti tutti i discorsi
su economia, industria, lavoro, formazione fra vent’anni saranno
inutili, perché ci saranno poche persone ad ascoltarli e
soprattutto a tradurli in azioni” spiega Marsiaj che per Torino
e il Piemonte indica tre fattori principali “sui quali si gioca
il futuro e che mettono, di nuovo, alla prova il nostro
coraggio, la nostra intraprendenza: l’intelligenza artificiale,
i microchip e la crescita dimensionale”. Per l’intelligenza
artificiale “finalmente il governo ha deciso di insediare a
Torino il centro promesso ormai anni fa e di cui si erano perse
le tracce. Non c’è ancora una sede, ma è stato varato lo statuto
della Fondazione. Siamo fiduciosi e confidiamo che ciò avvenga
in tempi brevi, quelli delle imprese. Quanto ai microchip, come
per il gas o l’energia, ci siamo accorti della loro importanza
quando hanno iniziato a scarseggiare. Nessun processo aziendale
può più farne a meno, indipendentemente dalla dimensione
dell’impresa”.
Il presidente degli industriali sottolinea che
“l’innovazione passa anche attraverso la contaminazione tra
differenti settori industriali, come automotive e aerospazio,
che permette di mettere in comune diverse tecnologie. La Città
dell’Aerospazio, di cui è stata da poco posata la prima pietra,
nasce anche con questo obiettivo”.
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