“Questa Giunta – viene evidenziato dai consiglieri in una nota diffusa dall’ufficio stampa di Palazzo Cesaroni – continua a produrre, in assenza di uno straccio di Piano sanitario regionale, atti di programmazione con una modalità quasi pirotecnica, vista la rapidità con cui vengono modificati gli orientamenti, gli obiettivi e le scadenze temporali. La delibera adottata tenta una ibridazione tra tre precedenti atti di programmazione: l’istituzione del cosiddetto ‘terzo polo’ tra Spoleto e Foligno; il supposto piano di efficientamento della spesa sanitaria ed un riordino della rete ospedaliera, tutto proteso a salvaguardare le opportunità per l’ospedalità privata e trascurando, in maniera colpevole, i problemi della rete pubblica che di fatto lascia sul campo 20 strutture complesse, di cui sette solo dalla istituzione del cosiddetto ‘Terzo polo’ Foligno- Spoleto, con accorpamenti, che penalizzano fortemente alcuni ospedali. Questo atto si caratterizza, tra l’altro, per la totale mancanza di qualsivoglia tracciabilità delle responsabilità sul piano tecnico in merito alla sua formulazione, mancando la figura dell’istruttore, del dirigente attestante la legittimità dello stesso, nonché del direttore come si evince dall’atto pubblicato.
Sono ormai incontrovertibili i dati che indicano la cattiva gestione della rete ospedaliera pubblica e soprattutto non sussiste alcun presupposto né di tipo logico, né economico, né giuridico per allargare ulteriormente l’offerta dei posti letto a pagamento del servizio sanitario regionale, peraltro già con notevoli problemi di equilibrio economico delle aziende sanitarie, a imprenditori privati. Non viene infatti rispettato il parametro 3,7 per 1.000 abitanti previsto dalla legge, essendo diminuita la popolazione in Umbria dal 2016 ad oggi, e quindi quanto previsto nella DGR, assunta in modo discrezionale, è del tutto sbagliato. Va anche sottolineato che l’iniziativa imprenditoriale esclusivamente privata in ambito sanitario non necessita di programmazione né di pareri del Ministero mentre i posti letto pubblici o convenzionati, che sono sempre pubblici, sono oggetto di programmazione e non possono aumentare in virtù del parametro esposto. Quindi la delibera, da questo punto di vista, risulta illegittima, a meno che non venga esplicitato che gli 80 posti pubblici convenzionati, non si intende ricavarli a scapito delle strutture ospedaliere o equiparate previste dalla DGR 212/2016, che viene utilizzata per cristallizzare la situazione. Peraltro l’inganno è nei dettagli, come noto, e a leggere la delibera, per quanto riguarda la vicenda stadio-clinica a Terni, ci si rende conto che la Giunta quando affronta il tema della programmazione dei posti letto privati fa esplicito riferimento alla disciplina dell’art.8 quinquies del D.Lgs 502/92 che prevede requisiti specifici e procedure selettive periodiche per l’affidamento delle convenzioni e non la legge stadi, rendendo fake news le dichiarazioni roboanti dei politici di destra, di fatto una nuova narrazione buona per le campagne elettorali, ma dannosa per la città di Terni. Facciamo notare che la delibera in questione non è neanche esecutiva, rimandando ai tecnici l’attuazione della stessa assunta in modo del tutto discrezionale, anche in relazione a pareri del ministero. È assurdo assumere un atto con procedura di mera discrezionalità ( art.17 comma 1 regolamento Giunta) su una materia disciplinata dalle legge, che stabilisce criteri rigidi da rispettare. Tra l’altro, dopo un accurato controllo, ci risulta che il parere del Ministero, che auspichiamo venga reso pubblico, non si esprimerebbe sui posti letto privati o privati convenzionati. Questa mattina – fanno sapere ancora i consiglieri Pd e M5s – abbiamo provveduto a fare un accurato accesso agli atti, che sottintendono la delibera, che porteremo all’attenzione dei cittadini, perché legata alla salute delle nostre comunità, e degli organi dello stato competenti ai fini della valutazione di legittimità dal punto di vista giuridico e contabile. Si tratta, infatti, anche di una situazione che aggraverebbe ulteriormente il dato tra costo e servizio erogato. La stessa Corte dei conti, da parte sua, nel giudizio di parifica, ha più volte richiamato l’attenzione della Giunta su una gestione più efficiente della rete ospedaliera. Nella delibera in questione, oltre ai posti letto e molto altro, si parla anche dei pronto soccorso e di improbabili collaborazioni pubblico-privato, senza tenere conto che questo tipo di strutture devono avere alle spalle un vero ospedale, altrimenti si rischia di tornare indietro di trent’anni con grave nocumento per i cittadini. Anche rispetto alla medicina di territorio viene fuori molto fumo quando invece servirebbe una riorganizzazione sensata che necessita ovviamente di una forte volontà politica regionale e nazionale. Soprattutto dopo l’emergenza Covid è ora di pensare ad un nuovo modello di sanità e quindi a un nuovo modello di convenzione dei mmg che è nelle mani del Governo nazionale, ai fini della attuazione di vere case di comunità. Tuttavia nel frattempo abbiamo il dovere morale di fermare questa deriva che in Umbria sembra purtroppo inarrestabile, a partire dall’atto prodotto. Dobbiamo salvare la sanità pubblica e renderla accessibile a tutti”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA