Duemila firme sono state
presentate al Comune Orgosolo, in appoggio al progetto firmato
del medico Leonardo Pazzali, dal 2011 guardia medica nel paese
barbaricino, e trasmesse dal sindaco Pasquale Mereu, alla
Regione e all’Ares, per fare fronte alla mancanza di un medico
di base in una comunità di oltre 4mila persone.
Da qualche giorno l’unica dottoressa presente, che sarebbe
dovuta andare in pensione il 31 dicembre, si è assentata per
malattia con disagi per la popolazione. Il dottor Pazzali
sopperisce alla situazione con una dottoressa del progetto Ascot
– che si attiva alcune volte alla settimana nei paesi privi di
medici – a un buco nero spaventoso rispetto all’esigenza di cure
degli abitanti.
“In questo quadro di emergenza sanitaria mi sono sentito in
dovere di presentare alla popolazione una bozza di Progetto
Pilota di Medicina di Base Integrata denominato “Al tuo fianco”
– spiega all’ANSA il professionista – Un progetto che prevede
l’istituzione di un’equipe formata da tre medici e tre
infermieri specialisti in Medicina di base che garantiscono un
servizio integrato di medicina di base e di urgenza primaria di
24 ore su 24 per 365 giorni l’anno”.
Sul piano economico, secondo i calcoli dello stesso medico,
l’attuale sistema, che per 3.500 persone (circa 500 sono
bambini, ndr)) prevede tre medici di base e tre medici di
guardia medica con un costo di 513mila euro all’anno, sarebbe
conveniente per le casse dell’Asl: “i tre medici di base e tre
infermieri del progetto pilota, che coprono tutti i turni,
costano solo il 6% in più (circa 544mila all’anno), con la
differenza che garantisce una copertura totale delle esigenze
dei pazienti anche con l’ausilio degli infermieri che oggi gli
orgolesi si pagano privatamente – osserva ancora -. Io spero che
l’Ares finanzi il progetto con un bando di chiamata per i
medici”.
Pazzali ha già annunciato che si occuperà personalmente di
recuperare i professionisti – “anche in Spagna se fosse
necessario, dove esistono medici specialistici di medicina di
base” e i tre infermieri per far partire così il progetto
pilota: “un esperimento inedito in Italia che dovrebbe portare a
servire i potenziale pazienti nel migliore dei modi”.
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