La Russia ha convocato una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, accusando l’Ucraina di aver preso di mira obiettivi civili in un attacco con missili e razzi sulla citta’ di Belgorod, in cui sono rimaste uccise almeno 14 persone. Si è trattato di un attentato, ha detto Mosca, che “non resterà impunito”. L’attacco è avvenuto il giorno dopo che l’Ucraina aveva subito una raffica di attacchi missilistici russi su diverse città costati la vita a 39 persone.
Le truppe israeliane continuano a “ingaggiare feroci battaglie contro i terroristi di Hamas“. Lo confermano fonti delle forze di difesa israeliane (Idf) precisando che in “diverse aree della Striscia di Gaza” le truppe di terra, supportate dalla marina israeliana, stanno colpendo cellule terroristiche e altre infrastrutture.
A Gaza City, si legge in un recente aggiornamento Idf, “le truppe, in coordinamento con gli aerei, hanno ucciso decine di terroristi”. In particolare, sono almeno 15 i terroristi di Hamas che sono stati identificati e annientati nell’arco di poche ore mentre “altri terroristi” sono stati uccisi dove si stavano svolgendo i combattimenti.
A confermare l’attacco esteso, a sud della striscia di Gaza, che Israele sta portando avanti in queste ore è anche il quotidiano Haaretz dove si sottolinea anche che combattimenti “continuano al confine con la Siria”.
Tel Aviv intanto ricorda che sono almeno 130 gli ostaggi tuttora nelle mani di Hamas che, da parte sua, denuncia almeno 21.672 morti, secondo un bilancio aggiornato dal ministero della Sanità, e oltre 55mila feriti a Gaza, dall’inizio delle operazioni israeliane.
La guerra tra Israele e Hamas ha praticamente raso al suolo tutta la parte settentrionale di Gaza e ora si tema che un uguale epilogo per il Sud alla luce dell’allargarsi dell’offensiva israeliana in queste ore.
Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi giorni, decine di migliaia di palestinesi sfollati si sono riversati nella città di Rafah, all’estremità meridionale della Striscia di Gaza. Città che era già sovraffollata al punto, affermano i funzionari, che anche le operazioni d’aiuto più semplici risultano difficili.
Profughi palestinesi
Migliaia di civili, secondo le organizzazioni umanitarie, continuano ad arrivare al valico di frontiera per sfuggire all’intensificazione dei bombardamenti israeliani sul centro di Gaza e sulla città di Khan Younis, nella Striscia, dove peraltro si trova una dei più grandi campi profughi della zona.
L’agenzia delle Nu per i rifugiati palestinesi, in un comunicato diffuso ieri sera, ha anche reso noto che “con un totale di 504 palestinesi uccisi in Cisgiordania finora il 2023 è stato l’anno più letale per i palestinesi in Cisgiordania da quando è stata istituita l’agenzia per i diritti umani” e ha iniziato, nel 2005 a tener conto delle vittime.
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