Le prime onde alte 1,2 metri, causate dallo tsunami, hanno colpito il porto di Wajima sulla penisola di Noto, all’estremità settentrionale della prefettura di Ishikawa. In serata il governo giapponese ha declassato l’allerta tsunami in diverse prefetture della costa occidentale a “semplice allerta”, dichiarando che l’altezza massima prevista delle onde è ora di tre metri, rispetto ai cinque metri previsti inizialmente.
Ma sono stati ventuno i terremoti di magnitudo superiore a 4.0 nella penisola di Noto registrati in poco più di un’ora e mezza. Il più grande, quello di magnitudo 7,6, alle 16:10 sulla punta nord-orientale della penisola. Oltre 51mila persone in 5 prefetture hanno ricevuto istruzioni di evacuare.
Il governo rassicura: nessuna anomalia nella centrale nucleare di Shika, nella prefettura di Ishikawa, né in altre centrali nucleari del Paese. La memoria porta ovviamente al terribile terremoto di magnitudo 8.9 seguito da un gigantesco tsunami nel marzo 2011 sulla costa nord-orientale del Paese che fece 20mila morti e portò all’incidente nucleare di Fukushima, il peggiore dopo quello di Chernobyl nel 1986.
“I residenti devono stare all’erta per altre possibili scosse e invito le persone che si trovano in aree in cui si prevede uno tsunami a evacuare il prima possibile”, dice il primo ministro Fumio Kishida. “Correte!”, l’avviso che lampeggia sui televisori dei giapponesi che abitano nelle zone colpite dal sisma.
Il terremoto ha fatto tremare anche gli edifici della capitale Tokyo, a circa 500 km da Wajima. Non ci sono stati danni rilevanti a “strutture importanti” per il momento, fa sapere l’Agenzia meteorologica. La stessa ha avvertito che le scosse di assestamento e gli tsunami potrebbero continuare fino a una settimana e ha consigliato ai residenti di stare in guardia per almeno due o tre giorni.
33.500 case sono rimaste senza elettricità nelle tre contee di Ishikawa, Toyama e Niigata. Diverse autostrade vicine agli epicentri sono state chiuse al traffico e anche la circolazione dei treni ad alta velocità (gli shinkansen) tra Tokyo e Ishikawa è stata interrotta. La compagnia aerea Ana ha fatto tornare indietro gli aerei diretti agli aeroporti di Toyama e Ishikawa, mentre Japan Airlines ha cancellato la maggior parte dei suoi servizi per le regioni di Niigata e Ishikawa e le autorità hanno dichiarato che uno degli aeroporti di Ishikawa è stato chiuso.
Anche le città dell’Estremo Oriente russo, tra cui Vladivostok, hanno emesso un “allarme” per avvertire di un possibile tsunami, ma al momento non sono state effettuate evacuazioni.
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