“Con Gegè Telesforo, mio figlioccio, mio maieuta nonché mio complice da quando aveva diciotto anni – racconta Arbore all’ANSA – siamo andati a ripescare, con la complicità di Rai Teche, aneddoti, curiosità e contributi video inediti della mia lunga carriera televisiva dedicata alla musica, dall’Altra domenica a Cari amici vicini e lontani, da Doc a Meno siamo meglio stiamo, da Tagli ritagli e frattaglie a No, non è la Bbc.
Attenzione, però – ride – è un programma di Rai Cultura: non è una trasmissione strillata, anche perché ce le abbiamo quasi tutte… è un campionario della mia televisione, da Battisti in bianco e nero a Mina che canta ad Amico flauto, da Troisi a Blitz con Minà, dai miei primi concerti swing a Parma alla prima apparizione di Banfi con cui poi ho fatto tante cose, dalla sigla di Bandiera gialla cantata da Rocky Roberts a un’esibizione mia con Murolo e Dalla sulle note della canzone napoletana, insomma tanta roba…”.
Venti puntate condotte da Arbore e Telesforo, scritte con lo stesso Telesforo e Ugo Porcelli, che cadono in occasione di un compleanno speciale, i 70 anni della tv il 3 gennaio: “Certo, è un motivo di emozione in più – sottolinea Arbore – ma questo è soprattutto un programma musicale, un campionario della mia tv che non è tv d’epoca, perché ho sempre realizzato le mie idee pensando al futuro, piuttosto è una tv antica e perciò preziosa”, tra l’altro oggetto di un accurato lavoro di restauro e di rimasterizzazione audio affidata ad Emiliano Portone. Ed è tv d’autore, “conserva le mie caratteristiche personali di appassionato che che attraversato con leggerezza, ma spero con competenza, la storia della musica”, in un panorama spesso a corto di idee, in cui “si cerca lo scoop” o “si preferisce la ripetitività perché garantisca ascolto. Il nostro impegno è stato per una tv che dovesse rimanere nel tempo, non una tv pret-a-porter”, rivendica.
Nei “21 personalissimi format” che Arbore ha inventato un’altra miniera di spunti potrebbe essere il varietà, da Indietro tutta a Quelli della notte: “Si potrebbe pensare a un’altra serie, se me la chiedono”, sorride Arbore, che intanto è stato coinvolto dalla Rai per le celebrazioni di un altro importante anniversario, i 100 anni della radio, il 6 ottobre 2024: “Ho festeggiato i 60 anni di Radio Rai nell’84 con uno speciale in cui tutti i grandi protagonisti erano ancora vivi, dal Quartetto Cetra a Nilla Pizzi da Sandra e Raimondo a Claudio Villa a Ruggero Orlando. Certo, oggi andrebbero ricordati anche gli artisti di Radio Rai oggi, come Lillo e Greg, Dose e Presta… E poi c’è Fiorello! Se è il mio erede? Spero proprio di sì, abbiamo tante cose in comune, la provenienza musicale, l’improvvisazione”.
Attento al mondo social (“ho un mio canale di webtv, http://www.renzoarborechannel.tv, su cui raggiungo anche un milione di visualizzazioni”), attivo su Instagram e TikTok, a 86 anni Arbore è pronto a misurarsi con le sfide dell’intelligenza artificiale: “Alcuni miei amici hanno chiesto all’intelligenza artificiale un progetto Arbore: in verità era molto banale, è venuta fuori una cosa già vista. Io invece ho cercato sempre di fare cose mai viste, ho sempre cambiato. E anche oggi, alla mia veneranda età, mi occupo del passato per fare vedere le fondamenta della radio e della tv alle giovani generazioni con l’idea di gettare le basi per costruire il futuro. Il segreto è guardare sempre avanti”.
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