E’ tutta dedicata alle donne la prima omelia del 2024 del Pontefice. Alle donne che devono avere più spazio nella Chiesa.
Alle madri che con il loro dolore e la loro tenerezza possono ispirare nuove vie per superare i conflitti. E oggi, Giornata Mondiale della Pace, Francesco torna a pregare per l’Ucraina, per Israele e la Palestina e per tutti i paesi in guerra, auspicando che “ogni giorno” di questo 2024 ci sia “il proposito e l’impegno di essere operatori di pace“.
Un anno nuovo al quale il Pontefice guarda dunque chiedendo innanzitutto di cessare ogni violenza sulle donne: “Ogni società ha bisogno di accogliere il dono della donna, di ogni donna: di rispettarla, custodirla, valorizzarla, sapendo che chi ferisce una sola donna profana Dio, nato da donna“, dice nell’omelia della messa nella basilica di San Pietro. E anche all’Angelus ribadisce che “l’amore non soffoca mai, l’amore fa spazio all’altro, l’amore ci fa crescere“. Il Pontefice ha dunque invitato a pensare oggi alle madri “per imparare quell’amore che si coltiva soprattutto nel silenzio, che sa fare spazio all’altro, rispettando la sua dignità, lasciando la libertà di esprimersi, rigettando ogni forma di possesso, sopraffazione e violenza. C’è tanto bisogno di questo oggi!“. Le madri ritornano nell’auspicio che il 2024 sia un anno di pace: “Il mondo ha bisogno di guardare alle madri e alle donne per trovare la pace, per uscire dalle spirali della violenza e dell’odio, e tornare ad avere sguardi umani e cuori che vedono“, ha sottolineato il Pontefice.
Alla preghiera mariana di mezzogiorno, il Papa ha poi rivolto un pensiero affettuoso al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricambiando gli auguri per il nuovo anno e assicurando le sue benedizioni.
Un pensiero poi non solo ai Paesi colpiti dalla guerra, con il saluto alla Comunità di Sant’Egidio che oggi ha indetto in tutto il mondo iniziative per la pace, ma anche al Nicaragua dove da tempo la Chiesa è nel mirino del governo, con vescovi e sacerdoti arrestati.
Ieri il Papa aveva chiuso il 2023 con il Te Deum. Il Pontefice, che è anche il vescovo di Roma, ha auspicato che la sua città possa diventare più “vivibile” per i suoi cittadini: solo così potrà essere anche “accogliente” per i pellegrini che arriveranno per il Giubileo del 2025.
Papa Francesco ha anche ricordato Benedetto XVI, ad un anno della sua morte. Per l’occasione ieri è stata celebrata una messa a san Pietro con lo storico segretario, mons. Georg Gaenswein, che non ha trattenuto le lacrime nel ricordo del Pontefice emerito che spera un giorno sia nominato “Dottore della Chiesa”.
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