Pita Taufatofua, chi non si ricorda
di lui? E’ stato il portabandiera della rappresentativa olimpica
di Tonga, sfilando sempre in costume tradizionale e con i
pettorali in evidenza, in tre edizioni delle Olimpiadi, due
estive, Rio 2016 e Tokyo 2020, e una invernale, PyeongChang
2018, gareggiando nel taekwondo in Brasile e Giappone e nello
sci di fondo in Corea. Avrebbe dovuto prendere parte anche ai
Giochi ‘bianchi’ di Pechino 2022 ma lo tsunami che investì il
suo paese lo spinse a rinunciare per dedicarsi ad attività di
soccorso per la popolazione. “Ma è solo un break, a Parigi mi
rivedrete”, disse allora, e adesso la sua previsione ora
potrebbe trasformarsi in realtà.
Solo che il 30enne Taufatofua questa volta non è così
convinto di competere nel taekwondo, anche perché per andare a
Parigi dovrà passare attraverso il torneo delle qualificazioni
dell’Oceania in programma nelle Isole Salomone ad aprile. Ma non
è solo per questo. “Vorrei cambiare, e alla prossima Olimpiade
mi piacerebbe competere nella canoa kayak (sport in cui è già
stato presente ai Mondiali del 2019 ndr) – ha spiegato
Taufatofua -. Mi piacerebbe andare a pagaiare e sensibilizzare
l’opinione pubblica del mio paese sulla canoa. Nelle zone del
Pacifico, abbiamo un sacco di lagune e corsi d’acqua ma poca
conoscenza del kayak. Invece io penso che sarebbe davvero bello
dare la possibilità ad altri di praticare questa disciplina, e
se ci riesco vorrei essere d’esempio, se otterrò il pass per
Parigi: per questo sto dando tutto me stesso”. Ad aiutarlo
potrebbe intervenire il Cio con una ‘wild card’ che gli
permetterebbe di essere comunque presente. Non rimane che
attendere il corso degli eventi.
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