Durante l’ecografia, avevano scoperto che gli embrioni erano maschili, ma i medici della clinica avevano mentito, dicendo loro che si trattava di un errore e che, in realtà, erano due femmine. L’errore iniziale, seguito da una serie di bugie, ha prodotto una catena di traumi che ha coinvolto almeno tre coppie, oltre ai due bambini. Tra le vittime ci sono i genitori naturali ma anche gli stessi due gemellini, che sono passati nel giro di poche settimane dallo stare con la “madre della pancia” a essere separati l’uno dall’altro, per finire a due madri diverse. A dirimere il caso è stato il giudice del tribunale di Brooklyn, a cui le madri naturali avevano chiesto di poter avere i loro bambini.
Le udienze, drammatiche, hanno visto in aula scene strazianti, protagoniste in lacrime, e una battaglia legale tra madri. Quella coreana ha raccontato al giudice come avesse “baciato per settimane i piedi del piccolo”, di come lo avesse nutrito al seno e creato un legame indissolubile. “L’esperienza – ha aggiunto – ci segnerà per sempre. Avremo ferite da cui non guariremo mai più”. Allo stesso tempo la “madre della pancia” ha riconosciuto come fosse doloroso per la madre genetica vedere il proprio bambino con un’altra donna, anche se questa l’aveva portato in grembo. Alla fine il giudice ha restituito i bambini alle madri naturali, riaffermando il principio che il dna viene prima di tutto. La coppia coreana ha fatto causa alla clinica, la Cha Fertilinity Clinic, di proprietà di Joshua Berger e Simon Hong, raggiungendo un accordo per un risarcimento che non è stato reso pubblico.
E’ finita così la prima esperienza di maternità per AP e YZ, così sono stati identificati nella causa, che per anni avevano cercato di avere figli, prima di rivolgersi a questo centro di fertilità in California. Tutta la procedura era costata centomila dollari.
Anni Manukyan e il marito Ashot sono una delle due coppie a cui appartenevano uno degli otto embrioni impiantati per sbaglio nell’utero della aspirante madre newyorkese. Nel 2018 Anni, la coreana e una terza donna erano entrate in clinica lo stesso giorno per sottoporsi alla fecondazione assistita. Ognuna, per errore, aveva ricevuto l’embrione di un’altra. Nel caso di Manukyan la donatrice era stata una quarta donna. La fecondazione era fallita per tutte, tranne che per AP. Manukyan e la terza, di cui non è stata indicata l’identità, erano in attesa dei loro figli, ma non lo sapevano, fino a quando nove mesi dopo, nel marzo del 2019, la clinica, con grande imbarazzo, le ha chiamate per comunicare la nascita dei figli.
A quel punto è nata una battaglia legale che ha seminato ferite in tutte e tre le coppie. La donna coreana, prima di separarsi dal figlio, ha regalato alla madre genetica braccialetti in oro, tra cui uno che celebrava l’Anno del Maiale, il segno astrologico asiatico del bambino, e che la madre naturale ha chiamato Alec. Una settimana dopo la donna newyorkese ha dato all’altra madre biologica il gemello.
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