‘Echi di Natività a
Santa Croce come a Betlemme’ è la rappresentazione vivente della
Natività, ambientata nella maestosa Basilica Imperiale di Santa
Croce al Chienti (gentilmente concessa dalla proprietà), immersa
nella campagna di Casette d’Ete di Sant’Elpidio a Mare (Fermo).
La storia di un luogo e uno dei momenti più significativi della
religione cristiana si fondono tra le antiche mura dell’abbazia
del IX secolo, che il 6 gennaio dalla 16 ospiterà per la seconda
volta un presepe vivente con circa 60 figuranti, la
ricostruzione di scene di vita quotidiana, con censore,
mestieranti, osti per il ristoro (con monete coniate per
l’occasione), armati. “Il successo della prima edizione (1.500
visitatori, ndr) ci ha spronato a riproporre un’iniziativa dal
sapore corale – spiega il regista Andrea Iualè – perché vede
coinvolte tutte le associazioni di Casette d’Ete”. “Abbiamo
voluto veicolare, attraverso alcune scene che i visitatori
scopriranno sul posto, messaggi importanti su temi legati al
sociale, ai rapporti umani e all’integrazione – aggiunge Ialuè
-. E quest’anno, la rappresentazione diventa anche teatrale
essendo incastonata nel racconto della Natività di un nonno al
nipote”. Per agevolare la sosta, è stata modificata la viabilità
lungo Santa Croce e, anche stavolta, il fascio luminoso della
‘cometa’ guiderà i visitatori alla Basilica. “Patrociniamo con
piacere una iniziativa che simboleggia l’unione che c’è nel
territorio attraverso la voglia di fare. Speriamo in un ottimo
riscontro del pubblico” il commento del sindaco Alessio
Pignotti. “E’ un evento importante – ha detto la consigliera
regionale, Jessica Marcozzi – che l’anno scorso ha visto una
massiccia presenza di visitatori provenienti da tutte le Marche
e oltre, per cui per la Regione ha voluto sostenerlo sperando
che diventi un appuntamento fisso”.
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