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Con l’esecuzione di Saleh el-Arouri – numero due dell’ufficio politico di Hamas, ucciso ieri da un drone israeliano alla periferia sud di Beirut, in Libano (in una classica missione-target, cui Israele non è nuovo) – si rinnova la discussione a livello politico-diplomatico sullo “stato delle cose” in uno dei confini più caldi del pianeta, non solo mediorientali. Un punto di frizione, un cuscinetto che fatica sempre di più a tenere e che, è il timore che ora serpeggia nelle cancellerie di tutto il mondo, potrebbe portare a una fatale escalation del conflitto in corso nella Striscia di Gaza. Con un pericoloso estendersi, in particolare, di uno dei “sette fronti” nei quali l’esercito israeliano è impegnato ormai da anni, e in misura palese dal 7 ottobre scorso; in quella che è stata una guerra perlopiù silente per decenni e che ora è invece esplosa in un conflitto armato aperto.

Fin dalla Guerra del 1982-1985 che vide contrapporsi Israele e Libano, infatti, i rapporti tra i due vicini sono sempre stati condizionati da un’inimicizia di fondo, inevitabilmente compresa nella più vasta contrapposizione tra arabi e israeliani, nell’ambito della Guerra civile che insanguinò il Paese dei Cedri per quindici anni (1975-1990). Già nel 1978, in realtà, Israele aveva condotto una breve operazione nel sud del Libano, rispondendo ad alcuni attacchi dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) nel nord del Paese. E, fin da allora, il tentativo che aveva mosso gli eserciti, e i governi, era stato quello di creare una fantomatica “zona cuscinetto”, poi entrata nella realtà dei fatti con l’Operazione Unifil, inaugurata proprio nel 1978 e tuttora attiva, con il determinante contributo del contingente italiano.

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Edifici in rovina durante l’assedio di Beirut nel luglio 1982

Ai tempi del primo conflitto tra Israele e Libano (quando Hamas ancora non c’era ma Hezbollah sì), il ruolo svolto dall’OLP, da Fatah (e, per estensione, da Amal e dalla Siria) costituì il collettore delle ampie istanze antisioniste allora in fermento e che, per molti rivoli, fin da Settembre Nero, portarono avanti la lotta armata terroristica contro Gerusalemme, oggi incarnata in pieno da Hamas e, solo a livello di minacce, da Teheran.

Nel 2000, con il Libano tornato in una condizione di relativa tranquillità, che cominciava a vedere i frutti degli Accordi di pace di Ta’if (22 ottobre 1989), con cui si era posto fine alla cruenta Guerra civile, e con un ruolo di Hezbollah sempre più crescente, il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Paese dei Cedri portò credito nelle casse del “Partito di Dio”, dandogli quell’autorevolezza e quell’influenza di cui gode ancora oggi. Negli anni, il lancio di razzi e i tentativi di incursione militare da parte di Hezbollah nel nord di Israele non sono mai mancati, lasciando a “bassa temperatura” quello scontro al confine mai del tutto sopito.

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Il luogo in cui è caduto un razzo Katyusha lanciato dal Libano meridionale, il 13 luglio 2006, nella città israeliana di Safed, nel nord

I frutti del governo di Rafiq Hariri, il primo ministro libanese ucciso nel 2005 in un attentato ordinato probabilmente da Bashar al-Assad, marcirono con la morte del premier-magnate. Un anno dopo, infatti, scoppiò la Seconda guerra israelo-libanese, tra luglio e agosto, che registrò la morte, da parte del Partito di Dio, di un numero compreso tra 250 e 600 miliziani (oltre a quasi 1200 civili e a più di quattromila feriti) e, da parte israeliana, il decesso di 119 soldati e il ferimento di oltre 600 (oltre a una quarantina di civili uccisi e, anche qui, a più di quattromila feriti). L’aviazione israeliana bombardò l’aeroporto della capitale libanese, accusato di essere il centro di rifornimento di armi di Hezbollah; il partito guidato da Hassan Nasrallah rispose con un esponenziale lancio di razzi verso il nord di Israele, scontrandosi con l’esercito con la Stella di David. Molte città del Paese dei Cedri furono colpite e diverse infrastrutture gravemente danneggiate. Il conflitto cessò ufficialmente in settembre, anche grazie al contributo di una risoluzione dell’Onu e all’effettivo ritiro delle truppe israeliane, che posero fine anche al blocco aeronavale.

E adesso? Ora che Saleh el-Arouri è uscito di scena? In questi frangenti si continua a ripetere che la morte del referente di Hamas in Libano, di fatto suo numero due e uno dei militanti più anziani (ha contribuito a fondare le brigate al-Qassam), anello di congiunzione tra Gaza e la Cisgiordania, tra Haniyeh e Abbas, tra i miliziani della Striscia e Fatah, rischia di compromettere inevitabilmente le sorti del conflitto a Gaza. Israele potrebbe aver perso un utile interlocutore, un prezioso mediatore.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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