Queste retate non sono cosa nuova in Russia, soprattutto in coincidenza con le principali festività.
Nella sola San Pietroburgo i fermi definiti “preventivi” dalle forze dell’ordine sono stati tremila. In un quinto dei casi la polizia ha riscontrato violazioni delle norme d’ingresso e decine di immigrati ora rischiano l’espulsione.
I tribunali cittadini hanno iniziato immediatamente a lavorare. Entro la sera del primo gennaio sono state emesse le prime sanzioni: multe da 5 a 7 mila rubli (50-70 euro al cambio attuale) e l’obbligo di lasciare il Paese. Sono pochi casi finora si sono conclusi con l’archiviazione.
Il canale Telegram Sota ha riferito di un raid simile a Mosca, senza però specificare il numero dei fermi. Il Comitato investigativo sta indagando su una maxi rissa tra immigrati avvenuta nella periferia Est della capitale. A Cheljabinsk è stato aperto un procedimento penale contro dei migranti che, secondo gli inquirenti, avrebbero aggredito un gruppo di militari di ritorno dall’operazione speciale in Ucraina.
[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) onecms:892f8735-9bbd-42aa-af2e-fd54d3069856]]
In base alle stime ufficiali, i lavoratori migranti che vivono stabilmente in Russia sono oltre 10 milioni. Si tratta soprattutto di stranieri provenienti dall’Asia centrale e dal Caucaso Meridionale, regioni con le quali la Federazione Russa conserva legami che risalgono al periodo sovietico. “Non è una questione semplice”, ha riconosciuto il presidente Vladimir Putin durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno.
Negli ultimi mesi sono state segnalate ripetutamente delle retate delle forze dell’ordine nelle aree maggiormente frequentate dai migranti. In alcuni casi, tali retate si sono concluse con la consegna in massa delle lettere di convocazione agli uffici di arruolamento.
A ottobre, la Comunità spirituale dei musulmani della Regione di Mosca ha reso noto un raid della polizia compiuto in un giorno di preghiera nei pressi nella moschea di Kotelnikov. I fedeli sono stati caricati su alcuni autobus e “condotti con la forza all’ufficio di arruolamento”. In precedenza, ha chiarito l’ufficio stampa dell’organizzazione religiosa, i controlli di polizia erano maggiormente diretti a verificare il rispetto delle leggi sull’immigrazione.
Più di recente ha suscitato clamore il caso di 11 stranieri di Paesi ex sovietici a cui la lettera è stata consegnata, insieme al passaporto russo, proprio durante la cerimonia di conferimento della cittadinanza.
Il direttore del Comitato Investigativo, Aleksandr Bastrykin, ha avanzato l’idea di privare i neocittadini del passaporto russo nel caso in cui si rifiutino di “adempiere al dovere militare”. “La coesione sociale e il rafforzamento delle relazioni interetniche – sostiene Bastrykin – sono alla base della sicurezza del Paese nella fase attuale”.
La svolta nazionalista nella politica russa, alimentata dalla retorica della minaccia esterna, è probabilmente destinata a condizionare il dibattilo pubblico in vista delle elezioni presidenziali di marzo. Il principale alleato delle forze politiche al potere, il Patriarca Kirill, si è già espresso sulla necessità di riconsiderare la politica migratoria e garantire un equilibrio tra le componenti etniche e religiose del Paese. Vale a dire, ripristinare il primato dei valori tradizionali russi.
Per il candidato alla presidenza per il Partito liberaldemocratico, Leonid Slutskij, “vivere in Russia dovrebbe essere un privilegio che bisogna guadagnarsi”. Anche esponenti di forze politiche minori, come il Partito Comunista, hanno avanzato proposte volte a inasprire le regole d’ingresso e soggiorno.
A prima vista, l’ondata nazionalista sembrerebbe contraddire la tendenza – consolidata negli ultimi due anni – di trasformare i vicini nei principali partner economici. Secondo Kirill Krivosheev, esperto dello spazio post-sovietico del Carnegie Endowment for International Peace, il dibattito tra Mosca e le capitali delle ex repubbliche sovietiche si sta svolgendo “dietro le quinte ed entrambe le parti hanno le proprie leve di pressione”.
Mosca ha la possibilità di accogliere o respingere migranti, mentre i Paesi del cosiddetto “estero vicino” hanno acquisito un peso importante negli schemi per aggirare le sanzioni, nelle triangolazioni finanziarie e nel mantenimento di una certa equidistanza sulla crisi ucraina.
VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…
VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025 Rieccoci qua, ben ritrovate e…
VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025 SONO TORNATO! Almeno spero definitivamente! Ho trascorso un periodo davvero…
VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024 Buon Martedì sera a tutte e tutti Voi,…
VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA Super mega saluto a tutte…