La Nasa ha condiviso alcune delle incredibili immagini, certe in bianco e nero e altre a colori, sul suo profilo di X (ex Twitter). Lo scopo del passaggio ravvicinato, tuttavia, non era solo quello di scattare qualche bella fotografia, ma soprattutto di raccogliere dati sul vulcanismo di Io. Questa luna, di dimensioni simili a quella della Terra, si guadagna il suo titolo di corpo celeste più vulcanico a causa dell’immensa gravità esercitata da Giove, il pianeta più massiccio del Sistema Solare, ma anche dalle altre grandi lune gioviane, cioè Europa, Ganimede e Callisto.
Tutti insieme, questi corpi tirano e spingono Io generando forze di marea così immense da deformarne la superficie, facendola sollevare e abbassare anche di 100 metri e aprendo così centinaia di vulcani attivi che eruttano lava fino a decine di chilometri di altitudine. Alcune di queste particelle sfuggono all’atmosfera del satellite gioviano e vengono intrappolate dai campi magnetici del Gigante gassoso, formando una sorta di ‘ciambella’ di plasma intorno al pianeta. Questo è solo uno dei modi in cui il vulcanismo di Io può avere un impatto sull’intero sistema gioviano, e ciò dimostra l’importanza dei dati raccolti da Juno, che è già pronta per il prossimo incontro ravvicinato in programma per il 3 febbraio.
POST DELLA NASA SU X: The JunoCam instrument aboard our #JunoMission acquired six images of Jupiter’s moon Io during its close encounter today. This black-and-white view was taken at an altitude of about 1,500 miles (2,500 kilometers). More images will be available soon at https://t.co/mGfITRe57Y pic.twitter.com/9GcamrhxPt— NASA Solar System (@NASASolarSystem) December 31, 2023
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