Ieri l’Isis ha rivendicato gli attentati, che, secondo l’ultimo bilancio, hanno provocato 89 morti e 284 feriti, ma diverse autorità di Teheran affermano che dietro all’azione ci sono gli Usa e Israele.
L’operazione ‘Diluvio di Al Aqsa’, come Hamas ha chiamato la guerra contro Israele, porterà alla “fine del regime sionista”. Lo ha detto il presidente iraniano partecipando a Kerman ai funerali delle vittime del doppio attentato di mercoledì. “La vittoria della verità e la distruzione della falsità è una promessa divina”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Irna, Raisi, che poi si è recato a visitare la tomba di Qassem Soleimani, il capo delle operazioni all’estero dei Pasdaran e nemico numero uno di Israele, ucciso in un raid Usa a Baghdad 4 anni fa e che veniva ricordato quando è stato compiuto il doppio attentato.
“Alcune persone coinvolte” nel doppio attentato di Kerman “sono state arrestate”, ha annunciato oggi il ministro dell’Interno iraniano, Ahmad Vahidi, senza fornire dettagli in proposito. I servizi d’intelligence sono stati capaci di “trovare buone tracce”, ha aggiunto Vahidi, citato dall’agenzia Irna. Il ministro dell’Interno ha sottolineato che tra gli 89 uccisi nell’attacco, rivendicato ieri dall’Isis, ci sono 54 donne e 10 bambini sotto i 10 anni di età.
“Una punizione certa aspetta gli autori degli attacchi terroristici di Kerman”: lo ha affermato Raisi, durante una telefonata con l’omologo serbo, Aleksandar Vucic, parlando delle esplosioni di mercoledì, rivendicate ieri dall’Isis. L’attentato, nel quale sono rimaste uccise almeno 84 persone e altre centinaia ferite, è avvenuto durante una commemorazione dell’ex comandante delle forze Qods delle Guardie della rivoluzione, Qassem Soleimani, nel quarto anniversario della sua uccisione a Baghdad con un drone da parte degli Stati Uniti. Raisi ha ringraziato Vucic per avere mostrato vicinanza al popolo iraniano dopo l’attacco. Come riporta Irna, Vucic ha affermato che la Serbia è dalla parte dell’Iran nella lotta al terrorismo e ha chiesto di aumentare la cooperazione tra Belgrado e Teheran.
La visita del presidente iraniano, Ebrahim Raisi, in Turchia per incontrare l’omologo Recep Tayyip Erdogan, in programma ieri ma rimandata in seguito alle esplosioni di mercoledì in Iran, si terrà presto. Lo hanno concordato i ministri degli Esteri di Teheran ed Ankara, Hossein Amirabdollahian e Hakan Fidan, in una telefonata, come riporta Irna. Durante il colloquio, Amirabdollahian ha ringraziato Fidan per la vicinanza espressa da Ankara a Teheran dopo l’attacco di Kerman, rivendicato ieri dall’Isis, che ha provocato la morte di almeno 84 persone e il ferimento di centinaia, durante le commemorazioni dell’ex comandante delle forze Qods delle Guardie della rivoluzione, Qassem Soleimani, nel quarto anniversario dell’uccisione del leader pasdaran da parte degli Usa.
Papa Francesco ha inviato un telegramma di cordoglio per le vittime delle esplosioni avvenute a Kerman, in Iran. Il messaggio è stato trasmesso, a nome del Pontefice, dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Il Pontefice, vi si legge, “è rimasto profondamente addolorato dalla perdita di vite causata dalle recenti esplosioni a Kerman, ed invia l’assicurazione delle sue preghiere per i morti e per le loro famiglie in lutto”. “Anche esprimendo la sua solidarietà spirituale con i feriti”, Francesco “invoca su tutto il popolo dell’Iran le benedizioni dell’Onnipotente di saggezza e di pace”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA