Teatro della tragedia una scuola superiore di Perry, paesino di 8.000 abitanti a 60 chilometri da Des Moines, la capitale dell’Iowa, il piccolo stato rurale dove il 15 gennaio iniziano le primarie repubblicane e dove le armi girano abbastanza liberamente.
L’autore dell’attacco è entrato in azione alle 7.37 locali, circa 20 minuti prima che iniziassero le lezioni del primo giorno di scuola dopo le vacanze natalizie. “Fortunatamente a quell’ora c’erano pochi studenti e insegnanti nell’edificio”, ha detto lo sceriffo locale Adam Infante, che inizialmente si è limitato a parlare di diverse persone colpite senza indicare il numero e le condizioni, in attesa di contattare i familiari. Il suicidio del killer è stato rivelato dai media. Ancora sconosciuta la dinamica della sparatoria.
Testimoni hanno raccontato di aver sentito alcuni colpi e di aver cominciato a correre verso il campo da football o di essersi barricati nelle aule. La polizia è arrivata nel giro di sette minuti. Mobilitato anche un elicottero per il trasporto dei feriti.
La Perry High School fa parte di un distretto scolastico di 1.785 studenti e comprende medie e superiori nello stesso edificio. Poco distante la scuola elementare, anch’essa entrata in lockdown. Dopo la fine dell’emergenza per ‘active shooter’ è stato allestito un centro per riunire genitori e alunni.
Le scuole sono regolarmente teatro di attacchi del genere. Nel maggio 2022, un uomo ha ucciso 19 studenti e due insegnanti della scuola elementare Robb nella città di Uvalde, in Texas. E nel febbraio 2018, un ex studente delle superiori a Parkland, in Florida, ha sparato e ucciso in pochi minuti 14 studenti e tre adulti, armato con un fucile semiautomatico. È stato condannato all’ergastolo. Joe Biden continua a spronare il Congresso per una stretta sulle armi ma i repubblicani si oppongono.