Nelle sue ultime mosse, Matteo Salvini ha lasciato intendere di non essere affatto propenso a cedere alle richieste di chi “in nome dell’Europa” vuole “svendere” i “sacrifici” degli italiani, come ha messo nero su bianco la Lega poche ore dopo l’arrivo della lettera di Sergio Mattarella sulle concessioni. Un messaggio “inatteso”, dicono nelle file della maggioranza, e che certo non semplifica la già difficile ricerca di una soluzione che accontenti una categoria, quella dei balneari, alla quale sono sensibili tutti i partiti del centrodestra. La premier pur rivendicando la mappatura, che non è piaciuta troppo a Bruxelles, ha garantito che si sta lavorando a un “riordino” che consenta di “evitare l’infrazione”. Ma dovrà convincere l’alleato leghista perché le nuove norme, poi, dovranno essere votate dal Parlamento. Nel frattempo, tra l’altro, Salvini prima di Natale ha firmato una circolare che taglia del 4,5% i canoni, tenendo conto dell’inflazione. Misura che ha sollevato l’ironia (Salvini dà il via ai saldi, dice Angelo Bonelli), ma anche le proteste delle opposizioni con Riccardo Magi di +Europa che annuncia un esposto alla Corte dei Conti contro questo “ennesimo regalo a una piccola lobby” e per “la mancata applicazione della direttiva Bolkestein”. Peraltro, ricorda il Movimento 5 Stelle, si era già trovata una “idonea ed equilibrata” soluzione con il ddl concorrenza del governo guidato da Mario Draghi (che, gira voce tra i parlamentari, potrebbe comparire a breve in tv). Una soluzione, incalzano i 5 Stelle, “votata da Lega e Forza Italia”. Mentre a via della Scrofa si attende la convocazione dei probiviri per valutare la sospensione del “deputato pistolero” Emanuele Pozzolo, la leader di Fdi dovrà cercare di ricomporre anche la rottura che rischia di materializzarsi nel centrodestra in Sardegna. La Lega non vuole mollare Christian Solinas, mentre per Fratelli d’Italia la questione si sarebbe già chiusa con il tavolo territoriale che ha votato a larga maggioranza per Paolo Truzzu. Mentre sullo sfondo resta la battaglia per il terzo mandato dei governatori che al momento non sembra avere molte chance. Guardando al Veneto, certo. Ma anche all’Emilia Romagna.
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