In questo fine settimana si prevede che il ciclone proveniente dall’Atlantico settentrionale e arrivato sul Mar Tirreno si sposterà verso le regioni adriatiche, con il risultato di condizioni di forte maltempo per almeno 48 ore”. Sono quindi attese “piogge abbondanti e neve sulle Alpi oltre i 900 metri di quota”. Sulle Alpi orientali e parte di quelle centrali si prevedono fino a 70-80 centimetri di neve fresca; sull’Appennino nevicate solo alle quote più alte. Ovunque nel Paese, inoltre, si prevede vento, con “burrasche su Alpi, Isole Maggiori e Salento”.
Da domenica 7 gennaio sono attese piogge intense su Emilia Romagna e asso Tirreno, “con nevicate possibili anche a quote collinari sulla dorsale appenninica, specie centro-settentrionale. Si prevede poi ancora vento e di conseguenza mari agitati, con difficoltà per i collegamenti marittimi soprattutto con la Sardegna, dove sono attese onde di 7 metri, e con la Sicilia dove si prevedono onde di 4-5 metri.
Da domani è poi previsto l’arrivo di correnti artiche da Nord-Est, che causeranno un “calo significativo delle temperature su tutto il Paese” all’inizio della prossima settimana. “Tra lunedì sera e mercoledì, con un flusso di aria umida in ingresso da Est, potremo vedere qualche fiocco timido cadere in pianura padana sul Nord-Ovest mentre, a causa delle correnti fredde dai Balcani, potrebbe nevicare fino a bassa quota sul versante adriatico tra Marche e Molise”, si legge nella nota. In generale, le temperature potranno scendere di “5-8 gradi sotto le medie del periodo, ma non avremo temperature incredibili da era glaciale. Va detto, infatti, che, a causa del riscaldamento globale, una temperatura di 5-8 gradi inferiore alla media del periodo attuale (che è calcolata sugli ultimi ‘caldi’ 30 anni 1990-2020) è equivalente al valore normale che registravamo in inverno negli anni ’70-’80”, osserva il meteorologo.
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