A indagare sono stati gli uomini della Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Frontiera Aerea di Fiumicino, con la collaborazione del Nucleo Tutela ambientale del XI Gruppo Marconi della Polizia Roma Capitale. Il blitz finale è stato condotto anche con l’ausilio delle guardie ecozoofile Norsaa.
Il terreno occupato abusivamente dalla donna, stimato in circa 18 ettari di superficie, sarebbe stato messo a disposizione di alcune ditte di traslochi, di ristrutturazione edilizie e di facchinaggio per occultare tonnellate di rifiuti. In questo modo, le imprese non “avrebbero pagato il costo per il regolare smaltimento e sarebbero cosí riuscite a monopolizzare il mercato, offrendo ai clienti un prezzo competitivo”. L’arrestata, oltretutto, pubblicizzava sul suo profilo Facebook le imprese incriminate. La donna, insieme ai figli e al compagno, avrebbe preferito abitare nella proprietà occupata, nonostante i ragazzi risultassero assegnatari di un alloggio popolare.
L’attività avrebbe avuto inizio nel 2014, anno in cui l’arrestata si sarebbe insediata abusivamente nella proprietà ed in un crescendo di attività illegale avrebbe dapprima allontanato gli utilizzatori legittimi dell’aerea, minacciandoli pesantemente, anche millantando parentele con il clan Spada di Ostia e con altri nomi della criminalità organizzata romana, avrebbe poi proseguito con allacci abusivi alla corrente elettrica e all’acqua potabile e poi avrebbe avviato la discarica abusiva con conseguenziali roghi per lo smaltimento illegale di rifiuti. L’intera area, con casolari annessi e automezzi utilizzati per il trasporto illegale dei rifiuti, è stata sottoposta a sequestro preventivo.
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