Dopi il trattamento le condizioni dei due coniugi sono migliorate e saranno dimessi in giornata. Da qualche giorno, marito e moglie erano a casa con sintomi influenzali come cefalea, nausea e raffreddore, del tutto simili a quelli dell’intossicazione da monossido di carbonio. Visto il lento aggravarsi delle condizioni di salute, dopo le due della scorsa notte hanno chiamato il 118, la cui ambulanza era dotata di rilevatore ambientale di monossido, grazie al quale è stato possibile riscontrare la presenza nell’abitazione di questo gas, altamente tossico ma inodore, incolore e insapore. Si è quindi attivata la procedura sanitaria prevista, con trasferimento immediato alla camera iperbarica dell’ospedale di Vaio (Fidenza) dell’Azienda Usl di Parma, centro di riferimento interprovinciale dell’Emilia nord (e anche per le province lombarde oltre il Po) per la gestione e cura di questi casi.
Al momento dell’accesso i due presentavano intossicazioni al 26 e 39%. Sono stati trattati in camera iperbarica fino alle 7 di questa mattina e ora non presentano più alcun sintomo e i valori dell’intossicazione si sono azzerati.
L’Azienda Usl di Parma ricorda l’importanza della prevenzione dei pericoli da intossicazione da monossido di carbonio, in molti casi evitabili – sottolinea – con una corretta manutenzione e un corretto funzionamento degli impianti di riscaldamento domestici, tra i quali bracieri e sistemi di combustione non correttamente areati che presentano i rischi maggiori. I sintomi cui prestare attenzione sono mal di testa, vertigini, nausea, confusione mentale, stanchezza e perdita di coscienza. Il monossido può essere letale.
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