Borse europee in ordine sparso a
metà seduta, con i future Usa in rosso e il titolo Boeing che
cede il 10% circa in pre-apertura a Wall Street. Segno meno a
Londra (-0,25%), Milano (-0,2%), e Madrid (-0,9%), invariata
Parigi e positiva Francoforte (+0,15%). Pesano i timori che la
Fed possa frenare sui tagli dei tassi attesi per il 2024 in
vista dell’intervento del presidente di Altanta Raphael Bostic,
tra i cosiddetti falchi del Fomc, e del dato sull’inflazione di
giovedì prossimo.
In Germania le esportazioni sono salite oltre le stime in
novembre (+3,7%), ma non hanno fatto altrettanto gli ordini di
fabbrica (+0,3%). Peggio del previsto la fiducia degli
investitori nell’Eurozona (-15,8 contro il -15,5 atteso), dove
invece è migliorata la fiducia dei consumatori (-15 contro il
-15,1 previsto). In linea con le stime invece le vendite al
dettaglio di novembre (-0,3%) su base mensile.
Si conferma a 0,91 euro e a 0,78 sterline il dollaro, mentre
lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi sale a 170,1 punti,
con il rendimento annuo italiano in crescita di 5,6 punti al
3,89% e quello tedesco di 4,6 punti al 2,19%. In forte calo il
greggio (Wti -2,93% a 71,65 dollari al barile), dopo il taglio
del 3% del listino ufficiale dell’Arabia Saudita per tutti i
mercati. Scivola il gas naturale (-8,32% a 31,68 euro al MWh),
che si riporta ai livelli del novembre del 2021 grazie a scorte
che nell’Ue sono ancora sopra l’84% oltre quota 967 TWh. Ne
pagano le conseguenze Eni (-2,75%), Shell (-1,83%),
TotalEnergies (-1,7%) e Bp (-1,44%), insieme al comparto
dell’ingegneria con Saipem (-3,29%) e Technip (-3,37%).
Contrastati gli automobilistici Volvo (+1,53%), Ferrari
(+1,05%), Renault (-0,7%) e Stellantis (-0,63%). Positivi i
bancari Commerzbank (+1,5%), Mps (+1%) e Unicredit (+0,66%).
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