Ieri la finzione si è mescolata alla realtà quando il padre di Idan Amedi, cantante notissimo in Israele, che ha raggiunto fama mondiale con il ruolo di uno dei membri della squadra speciale protagonista della serie tv Fauda, ha annunciato che il figlio è stato ferito a Gaza, dove combatte come membro della riserva dell’esercito israeliano. Amedi è stato trasportato in elicottero in un ospedale del centro del Paese subito dopo essere stato ferito: sottoposto a una lunga operazione, non sarebbe in pericolo di vita, ma le sue condizioni restano serie.
Il cantante era tornato sotto le armi immediatamente dopo i fatti del 7 ottobre in un’unità di ingegneri militari, come altri membri del cast fra i più giovani (Tomer Capone, Yaakov Zada Daniel, Tzachi Halevi). I creatori Lior Raz, che interpreta il protagonista Doron Kabilio, e Avi Issacharoff si erano invece uniti a Brothers in Amrs, un gruppo di ex militari che – dopo aver animato le proteste contro la riforma giudiziaria del governo Netanyahu – avevano contribuito all’evacuazione dei civili dai kibbutz colpiti e all’assistenza dei militari impegnati in battaglia.
Amedi aveva diffuso vari video dalla prima linea: Sderot all’inizio, Gaza poi. Mostrando la distruzione di un edificio precedentemente minato e l’incontro con il capo di Stato maggiore Halevi all’interno della Striscia nel nome delle vittime del 7 ottobre. Di una settimana fa l’ultimo messaggio, un invito a sospendere le critiche contro l’esercito: “Dopo 90 giorni di combattimenti dico ai politici, ai media e a chi critica: chi non ha qualcosa di positivo da dire, stia zitto e basta”.
Il suo pensiero del resto lo aveva reso chiaro sin dal primo minuto in cui era tornato a vestire la divisa. L’ultimo post su Instagram subito dopo essere stato richiamato sotto le armi mostra la sua mano con il distintivo di stoffa con la stella di David: “Non chiederci se abbiamo freddo, Se dormiamo la notte e se abbiamo da mangiare. Tutto questo è irrilevante adesso. Queste sono tutte domande del mondo di ieri. So per cosa sto combattendo, Oggi più che mai mi è chiaro. Sappiate che non ci fermeremo, non c’è limite nella battaglia contro animali umani. Abbiamo imparato nel modo più duro, non per la prima volta, che il nostro destino è nelle nostre mani”.
A novembre a Gaza era morto un altro membro della troupe di Fauda, il produttore Meitan Meir, di 38 anni, sergente della riserva dell’esercito e uno degli uomini chiave dietro al successo della serie.
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