“Lo scenario che disegnano le risposte delle nostre imprese è molto incoraggiante. L’occupazione e gli investimenti proseguono, segnale inequivocabile di un sistema economico sano che ha saputo superare un periodo complesso, ricco di sfide imprevedibili, grazie alla capacità di programmare e gestire al meglio le risorse” commenta Francesco Turcato, presidente di Confindustria Valle d’Aosta.
Per le aziende che hanno risposto all’indagine, che si è svolta a dicembre, per quanto attiene alla produzione il saldo tra chi prevede una decrescita e chi invece un aumento, il dato passa da un -8,70% stimato sull’ultimo trimestre 2023, ad un +24% per i primi tre mesi del 2024. Il settore manifatturiero è quello che fa registrare le performance migliori. In aumento le attese sui nuovi ordinativi che passano da un -6,38% ad un +23,40%. Anche in questo caso è il settore del manifatturiero a registrare performance migliori. In lieve miglioramento anche il dato sull’export che si attesta su di un +13,33% rispetto al -10% fatto registrare nella precedente rilevazione.
Si presenta sostanzialmente stabile – secondo le previsioni di Confindustria Vda – la composizione del carnet ordini, in particolare diminuiscono le aziende con ordini per meno di un mese che passano da un +32,43% del trimestre precedente ad un +20% dell’attuale. Invariate quelli con visibilità 1-3 mesi (da +29,73% a +30%). Aumentano quelle con visibilità oltre i tre mesi (da +37,84% a +50%). Migliorano leggermente gli investimenti: quello per ampliamenti si attesta su di un +30%, quello per sostituzioni su di un +32,50%. In calo rispetto allo scorso trimestre la percentuale degli imprenditori che non prevede di fare nessun investimento che si attesta su di un +38%. Varia poco, in positivo, il tasso di utilizzo di impianti (+73,82%), che resta sui valori medi di lungo periodo. Positive anche le previsioni sull’occupazione, con il saldo ottimisti-pessimisti che passa da -6,25% del trimestre precedente ad un +20% dell’attuale. In aumento però anche il dato relativo al ricorso alla Cassa integrazione guadagni, che si attesta su di un +8,51%, ma è comunque un dato che resta su “valori fisiologici” secondo Confindustria Vda
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