Francia: un’insegnante mostra un quadro con nudi a scuola, esplode la protesta degli studenti musulmani
Ecco quindi la scommessa Attal, una mossa a sorpresa anche se l’attuale ministro dell’Istruzione era diventato uno dei più popolari nel precedente governo di Elisabeth Borne. In solo centocinquanta giorni, da quando è arrivato all’Istruzione si è fatto conoscere per provvedimenti drastici e mediatici, dal divieto della tunica islamica abaya al ritorno della bocciatura. Nel momento in cui veniva ufficializzata la sua nomina a premier, Attal era in collegamento con i 14mila presidi francesi per ringraziarli e incoraggiarli a continuare “la più bella missione del mondo”, ovvero educare e costruire le nuove generazioni di francesi.
Già in coppia con Stéphane Sejourné, attuale presidente del partito Renaissance e dell’eurogruppo Renew, è anche uno dei pochi politici francesi ad aver parlato senza tabù della sua omosessualità. Attal, cresciuto nella scuola d’élite Alsacienne del sesto arrondissement, figlio di un produttore di cinema, ha avuto trascorsi nel partito socialista ma è soprattutto una creatura di Macron, che l’ha nominato nel 2018 a sottosegretario alla Gioventù, ruolo nel quale si è fatto notare in Italia per aver definito “vomitevole” la politica dell’immigrazione dell’allora ministro Matteo Salvini. “Non ho nulla contro l’Italia, forse ho usato una parola sbagliata, è stata una reazione a caldo” aveva poi confidato a Repubblica. Attal è stato poi portavoce del governo e ministro ai Conti Pubblici, mostrandosi a suo agio in tutti i livelli di potere, con grande scioltezza nella comunicazione: probabilmente la sua migliore dote, nell’attesa di definire meglio la sua identità politica, finora incatalogabile com’è anche il macronismo.
Attal deve formare il nuovo governo, con vari interrogativi sui dicasteri più di peso, in particolare su Economia, Interni ed Esteri. Il giovane premier avrà come missione di rinsaldare la maggioranza in parlamento e sarà in particolare occupato dalla battaglia contro l’estrema destra. L’avversario diretto di Attal nell’immediato sarà Jordan Bardella, altro enfant prodige della politica francese: 28 anni, origini italiane, diventato presidente del Rassemblement National e capolista alle prossime europee con i sondaggi che registrano fino a 30% delle intenzioni di voto per l’estrema destra. Attal, da nuovo capo della maggioranza, dovrà sfidare Bardella ed evitare un’umiliante sconfitta nel voto di giugno. Nella battaglia ritroverà, a distanza, anche il migliore alleato di Le Pen, quel Matteo Salvini che aveva attaccato, senza tanti giri di parole, qualche anno fa.
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