Protesta degli universitari
piemontesi titolati a ricevere dalla Regione una borsa di
studio, davanti alla sede del Consiglio regionale. “Quasi
duemila idonei – ha detto un portavoce degli studenti, ricevuto
con alcuni altri a Palazzo Lascaris – non hanno ricevuto la
borsa e si trovano in gravi difficoltà. Sono sia italiani sia
stranieri Senza sostegni molti sono stati obbligati a tornare a
casa loro, dove alcuni – per esempio in Iran – verranno
obbligati al servizio militare”.
Le opposizioni hanno appoggiato la protesta parlando di
ritardi inaccettabili. “Non ci interessa il rimpallo di
responsabilità – ha detto la capogruppo M5s Sarah Disabato –
vogliamo che siano rispettati gli impegni presi nei confronti di
chi studia in Piemonte”.
L’assessora regionale all’Istruzione, Elena Chiorino, ha
assicurato che i soldi arriveranno a partire da fine gennaio,
spiegando che il ritardo dipende da un problema di cassa
dell’Edisu, l’Ente per il diritto allo studio universitario.
“Faremo in modo – ha detto – che Edisu superi i problemi di
cassa e garantiremo il pagamento ai vincitori di tutte le borse
di studio al più tardi entro fine mese”.
L’incontro – al quale erano presenti fra gli altri il
presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia (Lega) il
vice Daniele Valle (Pd), è finito su toni accesi: Gli studenti
hanno accusato la Regione di “spendere per l’aerospazio anziché
per lo studio”, Chiorino ha replicato invitandoli a rispettare
le scelte di chi è stato eletto: “se non vi stanno bene le
nostre decisioni – ha sbottato – candidatevi alle prossime
elezioni”. Il crescendo è stato troncato da Allasia, che ha
dichiarato chiuso l’incontro.
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